Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Editoriale

SCUSE

MASSIMO LODI - 27/10/2023

forneroalbertoHa ragione la Fornero, quando dice che Salvini le dovrebbe chiedere scusa sulle pensioni. Anni di battaglia, spesso dialetticamente estrema, contro la prof che varò una dolorosa misura salva Italia durante il governo Monti, e adesso una norma che -pur non ancora di definitivo sigillo- all’occhio popolar/populista cui si rivolge il Capitano è peggiore di quella a lungo contestata.

Si dimostra che un conto è fare l’opposizione, un conto stare al governo. Un conto agire di propaganda, un conto muoversi di buonsenso. Un conto pensare al partito, un conto occuparsi del Paese. Bagno di realismo, e andrebbe riconosciuto con nitore intellettuale: la Fornero ha vissuto momenti, numerosi momenti, di difficoltà anche personale (personalissima) per gli attacchi di Salvini, le si dovrebbe un inchino. Si chiama bella figura, un simile gesto. Ma ormai delle belle figure importa più a nessuno.

Già che ci siamo. Non è l’unico, il leader del Carroccio, ad avere innestato la marcia indietro sui palingenetici programmi della ricostruzione italiana. C’è l’intero centrodestra, nell’operazione di retropensiero o retroandazzo. Chiuso il promessificio, avanzano inesorabili le necessità del momento, come del resto ammonisce da tempo il ministro dell’Economia Giorgetti, avveduto sodale di Salvini. Meglio per tutti, naturalmente: l’Italia ha da salvarsi le penne, altro che rischiare la ghirba. La lezione tuttavia non servirà in futuro: nella campagna elettorale per le europee 2024 ne sentiremo di ogni. E poi, chi le vincerà, porterà a zero, tali “ogni”.

Infine, a proposito di Lega. Il personalismo di Salvini, che l’ha sradicata dalle origini territorialiste, fa danni nelle amministrative. A Bolzano disastro, a Trento salvezza grazie alla personalità di Fugazzi, ormai apprezzato per quel ch’è lui e non per quel che politicamente rappresenta. La competizione nazionale, tutta destrorsa, di Salvini con la Meloni non premia a livello locale. E nemmeno nazionale: i sondaggi confermano che la presidente del Consiglio è impermeabile a tutto, perfino a un caso spiacevole come la tv-gaffe-monstre di Giambruno.

A Monza, dove si votava per designare il successore di Berlusconi al Senato, in otto su dieci han disertato le urne. Figuraccia di tutte le forze politiche, specialmente di quelle che devono la loro storia alla rappresentatività locale. Scrive Giuseppe Leoni, neo leader del movimento antisalviniano “Lega per il Nord”: l’invenzione magica di trent’anni fa è stata dimenticata, la voglia di rimettere un popolo in cammino è grande.

Certo, ambizione esagerata. Però dà l’idea dell’insoddisfazione d’una base -chiamata padana all’epoca del Bossi rampante- che non si ritrova più in chi ha raccolto l’eredità della bandiera di Alberto da Giussano. Bisognerebbe che Salvini chiedesse scusa anche a lui, oltre che alla Fornero.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

You must be logged in to post a comment Login