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Fisica/Mente

CAMMIN FACENDO

MARIO CARLETTI - 17/11/2023

passiOra tocca a questo governo in carica, domani a quello che ci sarà ma il problema resta lo stesso a parte la volontà di chi, a seconda del proprio interesse, vuole vederlo solo da un lato di parte: le spese dello Stato, ovviamente nelle sue voci percentualmente più pesanti, le pensioni (con le loro diverse declinazioni) e la salute.

L’italiano vorrebbe andare in pensione (ovviamente lauta)… ieri ed avere la sanità (a 360°) sempre gratis.

Oggi entrambi i temi (forse un po’ di più le pensioni perché in un momento di tentativo di riassetto) sono sotto i riflettori ma pochissimi scrivono la verità: che sanità e sistema pensionistico italiano sono un lusso, molto costoso, al quale ci siamo abituati in modo cieco ed acritico.

Anche perché è tutto molto semplice, se vuoi garantire entrambi a fasce di popolazione sempre più ampie (che ne hanno il diritto con le attuali norme) devi, come Stato, raccogliere più risorse (fisco).

Unica alternativa pertanto cercare di limitare le spese, per fare un esempio riducendo il numero degli aventi diritto alle pensioni (spostamento in avanti dell’età pensionabile) o, per quanto riguarda la sanità, cercare di abbattere i costi.

Parlo ovviamente di sanità, lasciando l’altra metà della mela a qualcuno più esperto di me, cercando di ribadire che cosa ognuno di noi può fare per sé stesso ma contemporaneamente per la società.

Lo spunto mi viene dalle nuove ricerche riguardanti l’impatto del semplice camminare sulla prevenzione di alcune delle patologie croniche a carattere non ereditario che sono all’apice della graduatoria delle spese nel nostro Servizio Sanitario Nazionale.

Ho già scritto in altre occasioni che l’attenzione al regime alimentare ed al movimento stanno alla base (oltre al non fumare) di stili di vita considerati ideali dal punto di vista della prevenzione.

Piramide alimentare e diecimila passi al giorno sono la sintesi elementare ma facilmente memorizzabile di quello che si dovrebbe fare.

La prima indica all’apice che cosa si dovrebbe mangiare raramente (dolci) ed alla base ciò che invece è raccomandato (frutta e verdura), mentre la seconda indica quanto movimento si dovrebbe fare per entrare in una fascia di rischio più basso per tante patologie.

Valore scientifico ovviamente grossolano ma, come detto, impatto comunicativo perfetto.

I 10 mila passi in realtà erano un’indicazione pubblicitaria ed indicativa per invitare le persone a comprare ed utilizzare un contapassi, ma anche l’ultimo lavoro dell’Università di Granada, comparso su una importante rivista scientifica di cardiologia, conferma quanto sia importante muoversi.

Considerato che un passo medio di un uomo è poco sotto gli 80 cm e di una donna poco sotto i 70, la ricerca conferma che camminare circa 6,5 km al giorno (quindi 7 mila passi circa) influisce in modo netto sulla diminuzione dei rischi di malattie cardiovascolari. Inoltre, se si va oltre, non si corrono rischi: i più giovani devono relativamente allungare e la velocità è anch’essa importante, perché un ritmo più sostenuto ha effetti positivi superiori, ogni 500 passi è un ulteriore aumento della protezione.

A questo aggiungo che ci vuole buon senso: chi decide di camminare deve iniziare in modo graduale, avere scarpe e calze idonee perché una semplice fiacca non ammazza ma non ti fa fare attività ed il fatto di individuare nel luogo dove si decide di camminare (visto che dovrebbe essere impegno giornaliero), un percorso con le caratteristiche di lunghezza ideali, rende tutto più facile anche per il calcolo dei tempi di percorrenza.

Quindi per affrontare il problema dei conti dello Stato possiamo ovviamente parlare, oppure pagare le tasse, non fumare, mangiare sano e camminare. Amen.

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