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Pensare il Futuro

CONNESSIONI CRIMINALI

MARIO AGOSTINELLI - 19/01/2024

ecuadorQuesta volta gettiamo uno sguardo su uno dei tanti punti di tensione – peraltro molto differenziati – che ci pone sotto riflessione, tra tante sofferenze, la situazione precaria di questo tempo costellato di guerre e prevaricazioni.

Utilizzo a riguardo la corrispondenza di un amico che vive in Ecuador, periferia del mondo.

Quito, capitale dell’Ecuador, sta vivendo una difficile situazione, a causa dell’ondata di attività criminali organizzate e della risposta populista del presidente Noboa, che ha dichiarato guerra contro i Narcotrafficanti, considerati “fazioni bellicose” e quindi da sottoporre a intervento militare.

C’è molto da dire sulle cause della radice di questa politica armata e sul ricorso allo stato di emergenza e sul ruolo predominante assegnato ai militari per gestire questa crisi.

L’economista ecuadoregno Pablo Davalos riassume le preoccupazioni dei movimenti sociali e la terribile situazione nei vari penitenziari e nelle regioni costiere dove la presenza di Narcos è più forte. Secondo l’economista lo shock provocato da uno stato di guerra giustifica al fondo la possibilità di un riaggiustamento economico in senso liberista.

Mentre è vero che il Paese ha sperimentato un’ondata di violenza che l’aveva reso, in pochi mesi, uno dei paesi più violenti del mondo, è anche vero che il governo di Daniel Noboa non ha mai fatto niente per controllare la crisi della sicurezza dei cittadini.

Perché si lascia che i gruppi di criminalità organizzati consolidino ed espandano il loro controllo sui territori? Perché la società ha presentato un intenso programma di austerità fiscale quando sapeva che i tagli e l’eliminazione dei programmi sociali avrebbero favorito direttamente i gruppi di criminalità organizzati? Ecco allora emergere le connessioni.

Già nel 2021, addirittura, con la legge per contrastare il Covid 19, venivano introdotti meccanismi per la regolarizzazione delle attività all’estero che consentivano il riciclaggio e il lavaggio del denaro. La promulgazione di quella legge ha iniziato a accertare la convergenza tra potere politico, crimine organizzato e traffico di droga, consentendo di utilizzare il sistema monetario della dollarizzazione per il riciclaggio di denaro. Una tendenza criminosa che sta emergendo anche in Argentina.

Dato il vuoto dello Stato, questi gruppi violenti organizzati hanno assunto vasti territori e generato un loro sistema fiscale che chiamano “vaccini”, dando luogo ad un sistema segnato da omicidi, violenze, torture. Tutti gli strati sociali meno protetti sono stati lasciati scoperti dallo Stato e coloro che hanno rifiutato di pagare l’estorsione sono stati sistematicamente eliminati.

La violenza del crimine organizzato era iniziata non a caso ad essere configurata subito dopo la pandemia di Covid-19: la tensione e le ferite provocate dalla pandemia consentivano alla criminalità organizzata di venire cooptata al sistema politico giudiziario e allo Stato.

Ciò che colpisce è il supporto incondizionato e acritico di tutti i Partiti (compresi quelli di sinistra) alla guerra dichiarata da Noboa. Nessuno voleva essere considerato disimpegnato riguardo all’ordine pubblico a distanza di pochi anni dalle nuove elezioni per la presidenza e il Congresso.

La percezione è che ci sia una sorta di ridistribuzione di compiti, con i militari incaricati di “cartolarizzare” lo spazio pubblico (uno dei decreti impone restrizioni alla libertà di assemblea e un coprifuoco per due mesi) mentre il presidente si occupa di servire gli interessi delle sue lobby di supporto. In qualche modo, la dichiarazione di guerra è un modo per innalzare il livello di preoccupazione nella popolazione ecuadoriana, che accetterebbe quindi misure neoliberiste e altre decisioni antipopolari come la rimozione dei sussidi alla benzina, che ha innescato l’ultimo sciopero nazionale.

L’aumento dell’IVA al 15% (che è contrastato da un numero sostanziale dei membri del Congresso) è imposto come misura necessaria per finanziare lo stato di guerra, mentre la creazione di zone esentasse che coincidono con le zone chiave, dove è presente l’agro agroalimentare, è disposta per favorire l’ulteriore liberalizzazione e attirare investimenti diretti esteri.

Le destre sul Pianeta non procedono in ordine sparso…nemmeno alla periferia del mondo.

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