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Società

C’ERA UNA VOLTA LA NOTIZIA

GIANFRANCO FABI - 26/01/2024

giornalistiIl mondo dell’informazione sta vivendo una vera e propria rivoluzione. Si moltiplicano gli strumenti di comunicazione con l’avvento sempre più invadente dei social network, si estendono le potenzialità dell’informatica con l’arrivo dell’intelligenza artificiale, si inaridiscono le tradizionali fonti informative con il declino inarrestabile delle vendite dei giornali.

Di fronte a questa multiforme realtà è apparsa più che giustificata la domanda che ha fatto da linea guida al tradizionale incontro dei giornalisti varesini per la festa del loro patrono, San Francesco di Sales: esisterà ancora l’informazione nel 2050?

Ne hanno discusso il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, Riccardo Sorrentino, il direttore della comunicazione dell’Università cattolica, Alessandro Zaccuri e il vice-direttore del Foglio, Maurizio Crippa con uno scambio di idee e di opinioni che hanno messo a fuoco non solo i problemi, ma anche e soprattutto le linee di fondo che possono offrire una speranza di soluzione.

Primo: considerare i nuovi mezzi come uno strumento da utilizzare con attenzione e responsabilità. Secondo: non perdere di vista l’assoluta necessità di mantenere l’informazione come un elemento centrale della vita sociale e della partecipazione. Terzo: coltivare nei giovani la passione per la conoscenza e la cultura. Quarto: superare l’effimera attrattiva della superficialità che troppo spesso contraddistingue i social network. Quinto: ricordarsi che l’etica non è solo uno slogan, ma dovrebbe contraddistinguere l’azione ad ogni livello di chi comunica, a livello professionale, ma anche in ogni momento di condivisione dell’esperienza. Sesto: l’informazione deve essere utile distinguendo l’importanza della notizia da quello che notizia non è.

Al fondo guardando tuttavia con l’ottimismo della ragione un’evoluzione in cui la persona può conquistare un positivo spazio per quegli elementi che contraddistinguono l’agire umano, come la passione, l’intuizione, la competenza. Anche l’uso dell’intelligenza artificiale richiede, peraltro, un supplemento di intelligenza umana per non accettare supinamente risposte che spesso sono approssimative, limitate o addirittura inventate.

L’incontro di quest’anno è stato ospitato dal grande e ospitale Centro Parrocchiale di Biumo superiore ed è stato lo stesso parroco, don Carlo Garavaglia che, dopo aver seguito il dibattito, ha celebrato la Santa Messa ringraziando giornalisti e comunicatori per la loro meritevole opera. Si è così, peraltro, realizzata un’altra tappa per far conoscere le tante realtà ecclesiali che contraddistinguono la città e il Decanato di Varese. L’iniziativa, che ha sempre avuto come promotore padre Gianni, era partita proprio dal Convento dei cappuccini, poi era stata la volta dell’Oratorio di San Vittore, del salone della Chiesa di San Massimiliano Kolbe e lo scorso anno dell’Oratorio di Masnago.

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