Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Cultura

VIDEO ERGO SUM

RENATA BALLERIO - 09/02/2024

filosofartiFilosofarti, il festival della filosofia della provincia di Varese, compie vent’anni. Un vero fiore all’occhiello per la qualità degli incontri, che inizieranno domenica 11 febbraio e termineranno l’11 marzo, e per la specificità che sta – come si legge nel sito, www.filosofarti.it – nel coniugare la riflessione filosofica con le arti: dal teatro al cinema, dalla musica alla danza, dalla scrittura alle arti figurative.

Dal 2004 ogni anno un tema diverso colto con questa molteplicità prospettica. Una costante sfida culturale contro tanti pigri stereotipi. Ne è prova il filo conduttore di quest’anno: “visibile-invisibile”. Mettere in relazione – con mostre e rappresentazioni – il linguaggio visivo del cinema e della fotografia con la riflessione sull’invisibile è una sfida alta. Quasi una provocazione o una trasgressione non solo grammaticale. Molti incontri, infatti, ci faranno riflettere su come l’invisibile non sia soltanto quello che non si può vedere, come ci ricorda la parola, ma quello che non si vuole vedere: gli invisibili, cioè le carceri, di cui si parlerà in una lezione sulla legalità il 23 febbraio, o la democrazia nel tempo delle forze occulte, analizzata da Donatella di Cesare.

Nella nostra epoca, bulimica di immagini, esplorare la forza dell’invisibile è veramente un’avventura conoscitiva ed emozionale. Significativa e quasi simbolica sarà la serata dedicata all’osservazione astronomica dal titolo poetico: il visibile nell’oscurità per scoprire l’invisibile astrale dentro il buio cosmico. A dire il vero, tutto il ricchissimo programma di Filosofarti, consultabile sul sito, è un percorso di scoperta di tanto buio in cui – spesso – inconsapevolmente siamo immersi.

Ancora una volta dobbiamo essere grati a Cristina Boracchi, mente ideativa, e a chi con passione e competenza collabora con lei per offrire questi momenti di filosofia vissuta. Forse non siamo tutti pazzi per la filosofia, come è stato intitolato un articolo in occasione della recente morte del pensatore Sossio Giametta, ma sicuramente siamo tutti bisognosi di un pensiero pensante che sproni ad andare oltre. In fondo dovremmo imparare a vivere e far vivere quelle che per Calvino erano le città invisibili, percepite dall’immaginazione. E anche di questo abbiamo bisogno.

Quanto proposto dal ricco programma di Filosofarti è un invito a riflettere sull’invisibile che c’è in noi e fuori di noi. Potremmo quasi per gioco chiederci che cosa pensiamo che sia invisibile.

Gli strumenti per farlo li abbiamo. E ognuno cercherà quello più adatto. Potrebbe essere la canzone Invisible degli U2 che affronta il vitale tema di essere visti e riconosciuti per quello che siamo nella nostra autentica essenza. O perché non ricordare La donna invisibile, film tratto da un breve racconto di Alberto Moravia in cui la protagonista risulta invisibile, cioè trascurata nel modo più impietoso dal marito che le sta accanto? O il duro romanzo di Paul Auster in cui l’Invisible è il lato più oscuro del nostro animo?

Forse è il caso di ricordare che nel 1964, Maurice Merleau-Ponty stava scrivendo un saggio pubblicato postumo con il titolo Visibile e invisibile in cui rivedeva le grandi categorie filosofiche. Sono passati sessant’anni e anche se non siamo filosofi dobbiamo rivedere tante categorie del nostro modo di leggere la realtà.

Senza dimenticare che dobbiamo non rinunciare a vedere l’invisibile. Lo ha insegnato il grande viaggio dantesco, visione nel mondo non visibile. E ce lo ricorda coraggiosamente l’edizione 2024 di Filosofarti.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

You must be logged in to post a comment Login