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Fisica/Mente

COME UN ORGANO

MARIO CARLETTI - 16/02/2024

microbiomaIl tema è così attuale, e relativamente recente, che la stessa comunità scientifica non ha ancora chiarito in modo netto i termini ed il vocabolario con cui trattarlo.

Noi per comodità narrativa lo definiamo microbioma, per indicare nel suo insieme tutto il mondo di quei miliardi di microrganismi che popolano il nostro corpo ed hanno instaurato con lo stesso un rapporto di simbiosi mutualistica (uno dà una mano all’altro).

Tra le numerose attività di questo complesso e variegato sistema, nel soggetto sano, vi sono importanti funzioni biochimiche e trofiche ma anche di modulazione in termini difensivi del nostro sistema immunitario.

Le più recenti analisi di questo microbioma hanno messo in risalto come alcune delle sue variazioni siano riconoscibili in specifiche malattie anche se fino ad oggi non vi sono sufficienti e concreti contributi scientifici che indichino in che modo e perché ciò avvenga.

A complicare ulteriormente il tema va rilevata una pesante campagna pubblicitaria delle aziende che vendono questi prodotti (ad esempio per il ripristino della flora batterica) senza che alla base vi siano benefici effetti dimostrati.

Il microbioma è composto soprattutto da batteri ma anche da archei (microrganismi simili ai batteri ma diversi per alcuni aspetti), virus e funghi tutti caratterizzati da un dinamismo rapido e complesso.

Nell’evoluzione umana questa interazione con il corpo umano ha assunto le caratteristiche della simbiosi mutualistica per cui entrambe le parti hanno benefici nella convivenza.

Le funzioni che il microbioma avrebbe sul nostro corpo sono molteplici: sono parte attiva nella digestione di alcuni alimenti, partecipano alla bio-conversione di qualche farmaci, potenziano alcune vie metaboliche (ad es. i sali biliari), sintetizzano in modo esclusivo delle vitamine (K2), hanno una azione trofica sulle cellule intestinali (enterociti) e possono modulare il nostro sistema immunitario di difesa.

Inoltre la loro presenza sulla superficie delle nostre mucose garantisce una grande protezione contro agenti patogeni fornendo una barriera difficilmente superabile, e contribuisce alla omeostasi dei tessuti.

Considerando quanto detto ed alla luce delle diverse interazioni che si vanno a scoprire, si sta ipotizzando di conferire al microbioma la dignità di un vero e proprio organo.

Altra caratteristica che rende complicato il tema è il fatto che il microbioma non è specificatamente presente in un singolo distretto ma abita in luoghi diversi e spesso con popolazioni specifiche come avviene per tratto gastrointestinale, orale, vaginale, cutaneo e polmonare.

Non solo: è stato infatti messo in evidenza che le popolazioni del microbioma variano in base alle fasi della vita e sono quindi diverse nei periodi neonatale, infantile, adulto ed anziano.

Inoltre molti fattori possono variare l’equilibrio del sistema e tra questi il sesso, l’alimentazione, l’utilizzo dei farmaci, l’igiene, i fattori ambientali legati al luogo, i ritmi circadiani e sembra anche le stagioni.

Facile quindi capire come l’argomento oggi si presti ad uno sforzo scientifico enorme per riuscire a dare ad ogni domanda una risposta sensata.

Il tema però affascina parecchio in quanto ci sono diverse prove scientifiche che nel suo insieme il microbioma cambi in caso di patologie. Ancora non è chiaro se diventi lui stesso causa di malattie o sia una risposta ad agenti patogeni, ma che sia un fattore decisivo per la nostra salute, questo è sicuro.

Straordinario ad esempio il fatto che bimbi nati da parto vaginale hanno microbioma simile a quello vaginale ed intestinale della madre, mentre quelli nati da taglio cesareo molto più simile a quello cutaneo.

Il microbioma si stabilizza poi verso i tre anni di vita e diventa simile a quello dell’adulto.

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