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Cultura

DIO NON FA DIFFERENZA

LIVIO GHIRINGHELLI - 16/02/2024

universalitaNel capitolo 15° degli Atti degli Apostoli, secondo tradizione attribuiti all’evangelista Luca, si trovano le premesse all’evoluzione della cristianità nascente da una vocazione autonomistica, ancora legata alla tradizione giudaica alla cifra universalistica, che caratterizzerà il nuovo messaggio esteso a tutte le genti. Il brano fa chiaro, attraverso il confronto e il dialogo, un magnifico esempio di libertà e di parresia. Barnaba e Saulo sono in missione da Antiochia, Giacomo, esponente dei giudeo cristiani moderati, presenta il temperamento peraltro di proposte pastorali restrittive in senso pratico, mentre Pietro rievoca la concessione dello Spirito Santo come sigillo dell’accoglienza del centurione Cornelio nella Chiesa (Atti,15,8).

Altri momenti salienti relativi al convegno. Atti 10,45: I fedeli circoncisi che erano venuti con Pietro si meravigliavano che anche sui pagani si fosse avuta l’effusione del dono dello Spirito Santo. Atti 11,26: ad Antiochia per la prima volta i discepoli furono nominati cristiani. Unica necessità per la salvezza i requisiti della fede e della grazia, è un allinearsi alla teologia di Paolo e di Barnaba. Pietro: chi può impedire di battezzare con l’acqua coloro che hanno ricevuto lo Spirito Santo al pari di noi, anche se pagani di origine, a qualunque nazione appartengano? Atti 10,34: Allora Pietro prese la parola e disse: In verità mi rendo conto che Dio non fa differenza di persone, ma in ogni nazione colui che lo teme e pratica la giustizia è a lui accetto. Per Giacomo sono quattro le uniche clausole ostative: l’astensione dalle carni immolate agli idoli (v. 1 Cor. 6-10), parzialmente disponibili anche sulle mense familiari, proibizione delle unioni illegittime già deprecate in Levitico 18 ed evocate da Matteo in tema di divorzio 5,32, si segua la norma alimentare di tenersi lontani dagli animali soffocati, si eviti ogni contatto o uso del sangue, comportamento ripugnante per l’ebraismo.

È il momento che entri in azione l’intera ekklesia insieme agli apostoli e ai presbiteri, onde la lettera apostolica d’apostoli e anziani ai fratelli d’Antiochia, di Siria e di Cilicia, che provengono dal paganesimo. Si tenga presente che il gruppo giudeo-cristiano integrista figurava sia ad Antiochia che a Gerusalemme. “Alcuni venuti dalla Giudea insegnavano ai fratelli: Se non vi fare circoncidere secondo l’usanza di Mosè, non potete essere salvati”. A Gerusalemme: si alzarono alcuni della setta dei farisei, che erano diventati credenti, affermarono: “È necessario circonciderli e ordinare loro di osservare la legge di Mosè” (Atti 15,1 e 15,5).

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