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Pensare il Futuro

VIE DIGITALI

MARIO AGOSTINELLI - 08/03/2024

belt-and-roadNell’attuale fase di tensioni e di guerre devastanti e interminabili gli spazi di dissenso si riducono, gli attivisti che denunciano gli effetti delle crisi climatiche, ambientali e sociali vengono criminalizzati e la stampa è sempre meno libera.

Il piano degli eventi, trasformando ogni cosa in merce, si sta inclinando ogni giorno di più, con il il capitalismo finanziario che sta formando il costume, gli orientamenti, le scelte di vita anche dei cittadini italiani.

Ma non è così in tutto il Pianeta e la novità sta forse proprio in una controversa ma evidente rinascita e ripresa del Sud del mondo, che rimette in gioco il vento dei valori umani, senza seguire la deriva bellicista e autoritaria di gran parte dell’Occidente e dell’emisfero Nord.

Porto qui un esempio di cui nessun giornale o servizio televisivo tratta in queste giornate convulse. Il gigantesco progetto planetario delle Vie della Seta cinesi, pur con mire di competizione geopolitica da non sottovalutare, si riconverte nella direzione di un processo di condivisione cooperativa tra nazioni nel settore digitale, nel quale finora troppe nazioni del mondo sono rimaste sempre più indietro rispetto alle metropoli dominanti.

Internet, rete 5G e Intelligenza Artificiale potrebbero costituire un concretissimo “triangolo magico” di un mondo egualitario e condiviso, diffondendosi su vasta scala anche nel Sud del pianeta. È solo la rivista specializzata Wired che ne parla, notando che la società umana si trova ad affrontare la quarta ondata dell’evoluzione industriale caratterizzata da digitalizzazione, networking e intelligenza artificiale. A causa del divario digitale, molti Paesi in via sviluppo non possono godere pienamente delle opportunità e dei risultati portati da questi mutamenti e ciò provoca ineguaglianze e arretratezza culturale.

L’Iniziativa cinese Belt and Road è stata silenziata dalle guerre in corso e da una sopita accusa di illiberalità verso il governo cinese. Rimane comunque la multilateralità dell’approccio e il tentativo di promuovere la cooperazione tra i Paesi co-costruttori nei campi di tecnologia, infrastrutture e mercato digitali.

Nell’arco dell’ultimo decennio, le stazioni di base per il 5G, i centri di dati e di cloud computing e i progetti di città intelligente sono stati realizzati in molti Paesi; i porti, le ferrovie, le strade e le infrastrutture idrauliche di molti Paesi co-costruttori sono stati rinnovati e ristrutturati. Questi progetti non solo hanno innalzato in modo significativo il livello della digitalizzazione e dell’informatizzazione delle infrastrutture, ma ha anche migliorato la vita di molte persone.

opo dieci anni di accumulo, la cooperazione nell’economia digitale nel quadro della Belt and Road si trova a un nuovo punto di partenza. Secondo gli analisti di Wired, sullo sfondo della tendenza dell’antiglobalizzazione, lo sviluppo di e-commerce e dei servizi digitali aiuterà a superare le barriere commerciali, a rinvigorire il commercio e promuovere la crescita più rispettosa della natura dell’economia nel Sud del mondo, in controtendenza rispetto alla realtà più diffusa e indipendentemente da qualsiasi distorsione ideologica e politica.

In analogia con questo quadro, credo che andrebbe sviluppata una iniziativa che riguardi la governance globale dell’intelligenza artificiale, che rischia di crescere separando e addirittura escludendo profonde culture le quali o non sono prese in considerazione o sono state privatizzate nei cloud e nei data center dei grandi player digitali globali. Penso che tutti i Paesi, grandi o piccoli, forti o deboli, e indipendentemente dai loro sistemi sociali, abbiano lo stesso diritto di sviluppare e utilizzare l’Intelligenza Artificiale come patrimonio e orizzonte di convergenza comune in un Pianeta che si riconosce nella pace, anziché nella competizione armata che sta corrodendo perfino le basi della nostra più matura civiltà.

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