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Attualità

PACE A OGNI COSTO

SERGIO REDAELLI - 15/03/2024

Il filosofo Erasmo da Rotterdam

Il filosofo Erasmo da Rotterdam

Perdere tempo e fiato con il sanguinario aggressore o appellarsi alla pietà dell’aggredito per evitare ulteriori, tremendi lutti al proprio popolo innocente? Arrendersi alla ineluttabilità della guerra ora che può bastare un incidente a scatenare il finimondo nucleare o provare a impedire che il conflitto contagi il resto del pianeta difendendo la pace, tenacemente, a qualunque prezzo? Le cronache ci confermano ogni giorno la strada che il mondo politico sta tragicamente imboccando mentre Francesco si spinge a invitare il più debole ad avere il coraggio di negoziare, ad avere la forza di issare bandiera bianca e a trattare il cessate il fuoco.

Il pontefice ne ha parlato in un’intervista alla Radio-Tv svizzera che andrà in onda il 20 marzo ed è bastato anticiparne i contenuti per provocare un uragano di proteste. “Negoziare non è una resa – ha dovuto precisare – Se occorre bisogna avere il coraggio di alzare bandiera bianca”. È il disperato appello della massima autorità religiosa e spirituale di fronte al rischio, ventilato dal presidente francese Macron, che l’Occidente intervenga militarmente a sostegno dell’Ucraina invasa due anni fa dai carri armati di Putin. Sull’orlo del precipizio il cardinale Zuppi sarà presto a Parigi dopo le vane missioni di pace tentate a Kiev, Mosca, Washington e Pechino.

Il ministro degli esteri ucraino Dmytro Kuleba, portavoce del presidente Zelensky, risponde con fermezza all’estremo richiamo di Bergoglio: “Non alzeremo nessun’altra bandiera che non sia quella gialla e blu per la quale viviamo e moriamo. Se Putin si ritirasse dal territorio ucraino la guerra finirebbe subito. Qui da noi la Chiesa è al fronte, non a 2500 chilometri di distanza, mediando virtualmente tra qualcuno che vuole vivere e qualcun altro che vuole distruggerti. Ringrazio ogni cappellano ucraino che in questo momento è nell’esercito, in prima linea, e che sostiene con la preghiera e con l’azione chi combatte”.

Parole che vengono dal cuore in risposta non a un’istanza di giustizia, ma a un appello umanitario del papa. Purtroppo i valori che hanno contribuito a costruire la civiltà occidentale, i princìpi che hanno garantito il benessere dei popoli, le idee che hanno assicurato la concordia, la libertà e la democrazia sembrano all’improvviso smarriti, schiacciati dal disprezzo di qualcuno per il diritto internazionale e la convivenza civile, cancellati dall’ottusità e dalla legge del più forte. Se nessuno ascolta l’angosciata voce del papa, si può riflettere sulla pietra miliare del pacifismo occidentale, il “Lamento della Pace” scritto da Erasmo da Rotterdam nel 1517.

Scrive l’umanista olandese: “La massima parte del popolo odia in modo viscerale la guerra e invoca la pace. Sono la minima parte, invece, quelli che bramano la guerra e sono coloro la cui empia felicità dipende dall’infelicità di tutti gli altri. Ragionate e considerate da soli se sia giusto che la loro cattiveria abbia più senso e valore della volontà di tutti i buoni. Fino ad oggi a nulla si è addivenuto con i trattati, nulla si è realizzato con la violenza, con la vendetta. Di contro misurate la potenza della mitezza. Fare il bene spinge a fare il bene. Così deve essere considerato più regale chi ha rinunciato di più ai propri diritti”.

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