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Attualità

L’EUROPA SI MUOVE

GIANFRANCO FABI - 22/03/2024

aspidesSarà forse per l’avvicinarsi delle elezioni europee, sarà per la sempre più drammatica crisi per l’aggressione russa all’Ucraina, sarà per l’avvicinarsi di rischi per la stabilità del sistema occidentale, come la possibile rielezione di Donald Trump alla presidenza americana, ma il dato di fatto è che l’Europa, intesa come dimensione politica sta dimostrando una ritrovata vitalità.

Su almeno quattro fronti nelle ultime settimane si è mosso qualcosa di più di una semplice ordinaria amministrazione. Sia per decisioni coordinate dei singoli stati, sia per scelte delle istituzioni continuamente alle prese con i difficili equilibri per garantire da una parte la rappresentanza di ognuno dei 27 paesi e dall’altra una efficacia delle decisioni spesso messa in difficoltà dalla logica dell’unanimità.

La prima mossa è stata la missione Aspides (scudi), un’operazione difensiva delineata dal Consiglio Esteri dell’Unione Europea (cioè dalla riunione dei ministri degli Esteri o della Difesa) con lo scopo di garantire una navigazione libera e sicura nel mar Rosso alle imbarcazioni mercantili, proteggendole dagli attacchi degli Houthi che da mesi, dopo l’inizio della guerra tra Israele e Hamas, stanno compiendo attentati e lanci di missili contro le navi occidentali. L’Italia, in particolare, partecipa con una nave militare, il cacciatorpediniere Caio Duilio, già operativa e che ha già abbattuto alcuni droni che la stavano attaccando, e ha assunto il comando coordinando anche i mezzi degli altri paesi.

La seconda decisione è stata la legge sull’intelligenza artificiale, approvata dal Parlamento per garantire la sicurezza incentivando nel tempo stesso l’innovazione, il rispetto dei diritti fondamentali, la sostenibilità ambientale. Sul tema c’è stato un vasto accordo come dimostrano i 523 voti favorevoli, con soli 46 contrari e 49 astensioni.

La terza decisione, quella definita case green, è stata più controversa con 370 voti favorevoli, 199 contrari 46 astenuti. I parlamentari di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia hanno votato contro per i vincoli troppo rigidi. La direttiva prevede che ogni Stato debba adottare un piano nazionale per la riduzione progressiva del consumo di energia degli edifici residenziali: l’obiettivo è un taglio del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035. Entro il 2050 il parco residenziale dovrà essere a zero emissioni. Nessun obbligo specifico, peraltro, è previsto per ogni singola abitazione privata, tranne che per quelle nuove che dovranno rispettare precisi parametri di risparmio energetico.

Ancora nell’ottica della lotta all’inquinamento e alle compatibilità ambientali si è mossa la quarta decisione, questa volta pienamente condivisa dall’Italia. Si tratta del regolamento che ha l’obiettivo di affrontare l’aumento dei rifiuti di imballaggio, armonizzando il mercato interno e promuovendo l’economia circolare. L’Italia, che ha già un’alta percentuale di riciclo dei rifiuti sia domestici che industriali, ha ottenuto la salvaguardia delle proprie specificità produttive soprattutto nella carta e nel vetro.

Sui singoli interventi si possono certamente avanzare critiche e perplessità, ma resta il fatto che l’Europa ha dimostrato di volersi e sapersi muovere. I tempi sono sicuramente difficili. La politica internazionale è quanto mai drammaticamente complessa e sul fronte del clima l’esigenza di intervenire è largamente condivisa. È un buon segno che l’Europa si svegli cercando di tritrovare l’unità di azione dei grandi fondatori.

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