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In Confidenza

IL PROFUMO, L’INUTILITÀ

Don ERMINIO VILLA - 22/03/2024

profumoSe si mette un fazzoletto in una scatola con del profumo, non succede nulla di utile: se è stropicciato non si stira e se è sporco non si pulisce. Tutto resta com’è, ma, quando lo togli, il fazzoletto è profumato. Sentendo quell’essenza, però, può succedere magicamente che la scatola si trasformi in una macchina del tempo portando alla luce ricordi, fatti, parole, addirittura persone; oppure che diventi scrigno prezioso di pezzi di vita che regalano una carica inaspettata nel grigio del solito e ti trovi impreziosito, caricato, sostenuto da un sorriso.

Il profumo non ha fatto nulla di utile se non essere se stesso. Facciamo attenzione che anche la vita si impregna del profumo o dell’odore delle cose inutili di cui ci si circonda. È tipico dell’amore essere “inutile”, nel senso che non misura il suo valore su efficacia e efficienza, non si nutre di scambi a interesse, non pretende premi, non sta a calcolare “gli utili”, tra ricavi e perdite.

Il Signore oggi ci mette tra le mani un granellino di fede per farci accorgere della straordinarietà dei “servi dell’inutile”, cioè degli artigiani dell’amore gratis che fanno miracoli.

L’essere “servi” è tipico dei genitori o dei nonni dove tutto, anche la fatica, ha l’ineguagliabile profumo di casa.

L’essere “inutili” è tipico della vita di coppia dove ogni cosa che fai non ha valore se non con l’altro.

L’essere “servi” è tipico di ciascuno in tutti quei gesti “inutili” che nessuno vede, conta, apprezza, ma che servono per far star bene un amico, migliorare il posto di lavoro, stemperare una ten-sione o risolvere un problema, donare una cortesia o un sorriso a uno sconosciuto, raccogliere una carta e lasciare il mondo un granello più bello e più in ordine di quanto l’abbiamo trovato.

Tutto questo è inutile, come un profumo. Come inutile è la poesia, l’arte, la musica, la bellezza. A cosa servono? A nulla. Ma se ci sono, profumano tutto. Accrescere la fede è imparare a sentire il proprio profumo. Ne basta un granello e smuovi un albero.

Pensiamo alla nostra realtà spiccia. Quanti problemi massicci come gelsi sono sradicati grazie a briciole di amore. Gesù insegna però che è l’albero che si sposta da solo. Quante relazioni che sembrano cortecce dure o rami secchi comunque si muovono da sole, mosse da attenzioni gratis, che non sarebbero meritate, ma ne sono comunque la linfa. Poi va oltre: l’albero può essere piantato nel mare. Quanti legami riescono a stare a galla in modo impossibile, grazie a gesti non dovuti, non riconosciuti, non valorizzati. Sono i miracoli dell’amore che non si aspetta nulla in cambio, del dono che non cerca contraccambio, dello sforzo che non cerca appagamento perché la gratuità è il profumo che la fede dà alle azioni.

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