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Cultura

IL SINDACO E IL RUSTICO POGLIAGHI

SERGIO REDAELLI - 07/09/2012

La casa museo Pogliaghi in una cartolina d’epoca

Perché non utilizzare il Rustico Pogliaghi a Santa Maria del Monte per ospitare mostre d’arte organizzate dal Comune di Varese? L’idea è del sindaco Attilio Fontana che ne ha parlato a margine di un incontro degli Amici del Sacro Monte. È un progetto apparentemente semplice: se per ora non è possibile riaprire al pubblico la Casa Museo di proprietà della Biblioteca Ambrosiana, si può far vivere almeno il Rustico in via Beata Giuliana 1. Fu inaugurato in pompa magna quattro anni fa, ma ora è malinconicamente chiuso. Al Sacro Monte non esiste uno spazio espositivo per le mostre temporanee, se non forse la deliziosa ma minuscola sede degli Amici del Sacro Monte e l’ex hotel Camponovo. Per questo la proposta del sindaco è intrigante.

Dice Fontana: “Lo Spazio Pogliaghi potrebbe essere una valida alternativa alla Sala Veratti. Quando entrai a visitarlo, quattro anni fa, in occasione dei restauri, pensai subito che si potesse fare qualcosa d’importante, per esempio allestirvi mostre fotografiche del Sacro Monte, di quadri religiosi, di cataloghi dei beni contenuti nella Casa Museo o cose del genere. Allora fu annunciato un progetto per utilizzarlo, ma oggi tutto è fermo e la mia vecchia ipotesi torna d’attualità. Non ho rapporti con l’Ambrosiana e fare il primo passo è difficile perché qualcuno potrebbe pensare che il Comune voglia mettere mano ai restauri di tasca propria. Questo non è possibile, non ora almeno. Palazzo Estense non ha soldi e deve pensare ai servizi fondamentali per la città, ma se c’è la disponibilità di tutti, si possono aprire molte porte”.

Il Rustico fu inaugurato sabato 18 ottobre 2008, con molte speranze, nella dependance di fianco al ristorante Milano e all’erboristeria. La presentazione avvenne al termine del restauro finanziato da Fondazione Cariplo, Provincia, Regione Lombardia e Fondazione Comunitaria del Varesotto con il patrocinio di Palazzo Estense e della Soprintendenza ai beni storici e artistici. Per l’occasione si tenne la mostra sulle collezioni di Lodovico Pogliaghi a cura della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano e della Fondazione Pogliaghi (www.museopogliaghi.it) e fu annunciato il piano di collaborazione con i Volontari Associati per i Musei Italiani e con il museo Baroffio. Il piano prevedeva l’apertura al pubblico negli stessi giorni per ammirare entrambi i patrimoni d’arte sacromontini.

“Lo spazio – spiegava il comunicato stampa con una buona dose di ottimismo – diventa la vera e propria sala esposizioni del progetto di rilancio della Casa Museo. Sebbene la residenza non sia ancora riaperta e visitabile, grazie alle sale del Rustico sarà possibile ammirare le opere. Scopo dell’evento non è solo fare il punto sull’avanzamento del progetto, ma sensibilizzare la comunità circa la ricchezza del patrimonio e la necessità di procedere con altri restauri per dare lustro a capolavori in attesa delle necessarie attenzioni”.

Nelle intenzioni di allora, il Rustico doveva servire per esporre a rotazione parti delle collezioni e in particolare il ricco repertorio di vetri, circa 180 pezzi tra piatti, brocche, coppe, vasi e calici raccolti in tutto il mondo; e per ospitare la biglietteria, il book-shop, l’aula didattica, i bagni e servizi che non si possono ricavare nell’edificio principale. Ma, dopo l’annuncio del 2008 e l’apertura gratuita per alcune ore la settimana, l’estate successiva, grazie ai volontari del VAMI, tutto si è fermato; compreso il progetto di censire gli oggetti in vetro e pubblicare un catalogo, magari in collaborazione con il Baroffio che possiede alcuni “pezzi” gemelli. L’Ambrosiana sembra essere distante mille miglia e si ha l’impressione che non comprenda ciò che Lodovico Pogliaghi e il suo eclettico, meraviglioso mondo in cima al monte rappresentino per Varese.

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