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Libri

BASTA UN MODESTO PARADISO

ANNALISA MOTTA - 18/01/2013

Aprire un libro di poesia non è lecito sempre. Impone un obbligo chiaro e non facile: il silenzio, la calma, l’attenzione del cuore. È come danzare in coppia: cominci col tuo passo, il tuo ritmo, la tua idea: ma subito ti è chiesto di accordare il tuo a un battere e levare che è un noi, per poter volare sui nastri della melodia.

Apro quindi le pagine di questo piccolo volume (“La cerniera del tempo” di Giovanna De Luca, edizioni Ismecalibri) con timidezza: conosco l’autrice, ma un po’ da lontano. Mi sembra di entrare nella sua stanza da straniero, non voglio intromettermi ma stare in ascolto. La musica mi prende subito: una metrica perfetta e piana, quasi l’autrice pensasse e parlasse naturalmente così, in poesia, nascondendo sotto l’eleganza del ritmo il faticoso lavoro della lima. La lunga familiarità con i classici – tanti anni da insegnante di Lettere! – fa capolino spesso, evoca altre rime, altro tempo, uguale sensibilità. Si mangia a volte una freschezza che è tanto preziosa invece nelle liriche ultime, le più mature e belle, per me.

È un mondo fatto di piccole grandi cose: la natura in special modo, dove luna e mare sono i grandi protagonisti; dove basta un passo sul balcone per immergersi in una realtà intensa, amica, specchio del proprio cuore. Dove i propri simili, invece, stanno laggiù sullo sfondo: “il grido di un bambino/ un vociare di donna/ un motorino…” . Giovanna guarda con occhio affettuoso ogni sfumatura del cielo e del giorno, come se si sentisse davvero a casa sua solo in questo a tu per tu, bastandole il “modesto paradiso” di un tramonto in Versilia.

Ma è proprio così? C’è un grido, sotto le misurate parole della poesia, che il guinzaglio della riservatezza si affanna a destreggiare, e pure deve uscire, guizza fuori dall’acqua come un pesce, appena lo scorgi che già l’acqua si ricompone calma. L’autrice lo chiama “nostalgia”, “disperazione tranquilla” : ma non è forse il grido dell’uomo mendicante che invoca pienezza e felicità, che brama a un Tu che si cela?

Un bel libro di poesia per riflettere, domandarsi, farsi compagnia in queste sere d’inverno.

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