Opinioni

A PROPOSITO DI GUERRE

ROBI RONZA - 01/05/2026

Di fronte alla feroce confusione che domina attualmente la scena internazionale c’è da farsi prendere dallo sconforto. Scomparse dalla scena le Nazioni Unite, è venuta meno qualsiasi alternativa alla guerra come tentativo di soluzione delle controversie tra gli Stati. E questo proprio mentre diventa sempre più chiaro – come i recenti casi di Gaza e dell’Iran dimostrano ampiamente — che la guerra da un lato è sempre più catastrofica e dall’altra è sempre meno risolutiva.

Fermo restando che si deve fare tutto il possibile per superare tale feroce confusione c’è ciononostante nella situazione presente un importante fattore di speranza. Mentre alla vigilia delle due guerre mondiali l’economia internazionale era divisa in blocchi schierati ciascuno contro tutti gli altri, e così ancora era ai tempi della guerra fredda, oggi l’economia del globo è un tutt’uno cui estesi conflitti causano gravi danni in generale. Si vedano ad esempio i danni che la Cina e altri Paesi dell’Estremo Oriente stanno subendo a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz.

Sono i governi delle grandi potenze, e non solo, che giocano facilmente la carta della guerra. Oggi malgrado il peso degli interessi dell’industria degli armamenti, l’economia globale e i maggiori gruppi finanziari del mondo hanno invece un principale interesse per la pace, e premono per la chiusura dei grandi conflitti. Lo confermano i casi attuali dell’Ucraina, di Gaza, dell’Iran e del Libano con quegli strani negoziati che continuano senza continuare tra parti che trattano pur senza parlarsi. Beninteso, non è certo questa una situazione ideale, ma malgrado tutto è meno peggio di quello che a prima vista sembra. Mentre si spera in qualcosa di meglio ciò è in ogni caso di conforto.

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