Brigata ebraica: cerco la storia e dei dati sulla Treccani, come sempre, e non trovo nulla. Ripiego su Wikipedia: la Brigata ebraica fu un’unità di fanteria dell’esercito britannico creata nell’autunno del 1944 e composta prevalentemente da ebrei di Palestina. La guerra volgeva al termine per cui la Brigata ebraica ha combattuto in Italia nella zona di Alfonsine (Ravenna) e poi sul Fiume Senio partecipando allo sfondamento finale degli alleati nella primavera del 1945.
Da qualche anno, perlomeno da quando chi scrive va a Milano per celebrare il 25 aprile, festa nazionale della Repubblica Italiana, lo striscione della Brigata ebraica apre il corteo che si forma a Porta Venezia per raggiungere piazza Duomo. Mai nessuno ha contestato e tantomeno insultato lo sparuto gruppo che stava in testa al corteo, coi vessilli e lo striscione bianco e giallo. Quest’anno, 2026, è apparsa una grande bandiera di Israele, che nel 1944 non esisteva neppure. Un accordo verbale era stato raggiunto con ANPI perché nel corteo non apparissero bandiere russe, israeliane ed Usa. Ammesse quelle ucraine e palestinesi, numerose queste ultime, più del Tricolore nostrano.
Sono arrivato in Corso Venezia intorno alle 15. Una dozzina di bandiere palestinesi dentro un gruppo sostanzioso di ProPal fronteggiava un gruppetto di persone diverse, ebrei ed iraniani monarchici insieme, bandiera di Israele con quella iraniana ma unita a quella Usa. Tra le bandiere qualche foto del vecchio Scià Reza Pahlavi e di suo figlio. La Polizia si era già schierata in assetto antisommossa tra i due gruppi. I Propal gridavano i noti slogan: “Palestina Libera” “ …dal fiume al mare” e qualche iniziale “Fuori dal corteo”; “Sionisti fuori dal corteo”. Qualche centinaio di persone si è quindi fermato col gruppo Pro Pal in attesa degli eventi. Dopo oltre un’ora le poche centinaia di persone erano diventate circa 1500, schierate a semicerchio attorno ai pochi ebrei ed iraniani monarchici filo americani protetti dalla Polizia. Sono quindi arrivati i rinforzi delle forze dell’ordine: carabinieri addobbati in stile antisommossa, simpatici perfino, perché non si temeva nessuna violenza, come poi verificato. Più probabile di una carica della Polizia con arresti e cellulari carichi di dimostranti, guardandomi attorno, sarebbe stato l’arrivo di un pullman per una gita di pensionati e vendita promozionale di pentole e padelle.
Insomma, clima da contestazione civile e responsabile ma ferma. Finalmente, dopo oltre un’ora e mezza, la Polizia decide di convogliare il gruppo di ebrei e iraniani monarchici verso via Senato, fuori dal corteo. Le urla “Fuori, Fuori” erano diventate continue ed assordanti. Applausi generali hanno chiuso il braccio di ferro con l’avvio dei contestati in Via Senato. Fine. Risalito a Cadorna sul treno per Varese, curiosità vuole che si cerchi col cellulare i commenti eventuali sul corteo di Milano e la Brigata ebraica. Il quotidiano online di Repubblica titola “Insulti alla Brigata ebraica” ma poi nel testo si raccoglie la testimonianza di un “brigatista ebraico” sotto la bandiera di Israele che riferisce dell’insulto di un passante, un poveretto vero, che dice “siete delle saponette mancate”. Che dire? È un cretino certo, uno, un insulto di un cretino. Vien da pensare che chi fa i titoli non legge il testo oppure non lo capisce, oppure fate voi. Si gioca forse sul fatto che più nessuno legge una riga sotto il titolo e quindi passa la convinzione che ebrei ed iraniani siano stati massacrati dagli insulti dei partecipanti al corteo. Vabbè, i giornali vendono sempre meno; in effetti accade di molto peggio. Per chi era presente, una testimonianza è dovuta. Ramen.