
(O) Roma CAPUT MUNDI? Non succedeva da secoli… e tutto per merito di un funerale, di un papa che non solo non ha divisioni di soldati, ma che ha predicato con forza la rinuncia ad ogni forma di potere materiale. Faccio fatica a spiegarmelo.
(S) Non è difficile: la mancanza di punti di riferimento autorevoli nel conclamato disordine mondiale fa sì che una improvvisa, ‘provvidenziale’ occasione d’incontro chiami a raccolta i “grandi” della terra, anche quelli che da Papa Francesco erano stati contrastati.
(C) Ci vedo qualcosa di più: Francesco è stato il primo, forse l’unico finora a riconoscere nel tempo presente un cambiamento d’epoca e a indicare un metodo per affrontarne le conseguenze: la povertà di spirito e materiale, per vivere sul serio il Vangelo. Come ha detto in uno dei passi più brillanti dell’enciclica Evangelii Gaudium, Egli non ha occupato uno spazio, ma ha cercato di avviare un processo. Per questo il prossimo conclave non avrà solo il compito di scegliere la persona migliore per svolgere l’altissimo compito, ma dovrà indicare un programma e un metodo.
(O) Vogliamo ripetere a noi stessi che, nonostante le apparenze che manifestano l’azione di ragioni e volontà molto umane, noi crediamo pur sempre all’assistenza dello Spirito Santo?
(C) Assolutamente sì, per quanto mi riguarda. Ma non è contrario a ciò, se osservo che la ragione fondante di questo improvviso raccogliersi di tanta attenzione laica intorno ad un fatto ecclesiale è la crescente consapevolezza che il “cambiamento d’epoca” non è governabile con le sole forze e regole della politica: un recente articolo del New York Times parla di essere arrivati ad un “collo di bottiglia evolutivo”: “”Ogni grande cambiamento tecnologico ha un’ombra distruttiva, le cui profondità inghiottono stili di vita che il nuovo ordine rende obsoleti … Ma l’era della rivoluzione digitale – l’era di Internet, degli smartphone e l’era nascente dell’intelligenza artificiale – minaccia un’eliminazione particolarmente radicale… Quando gli studenti universitari faticano a leggere testi più lunghi di un paragrafo delle dimensioni di un telefono e Hollywood fatica a competere con YouTube e TikTok.. Quando i quotidiani e le principali confessioni protestanti svaniscono nell’irrilevanza… e le università iniziano a tracciare lo stesso arco discendente…” Ecco, penso che la vera ragione della sovraesposizione mediatica della scomparsa di Francesco, che diventerà forse maggiore in occasione del conclave, nel durante e nella conclusione con l’elezione del successore, sia nell’attesa che ne derivi una speranza propriamente umana.
(S) Visto dal lato ecclesiale, sembra invece che il papato come istituzione sia passato da una incompiutezza ad un’altra, alla ricerca di una difficile continuità, dagli ultimi anni di Wojtyla, bloccato dalla malattia, alla continuità dottrinale di Ratzinger, le cui dimissioni forse volevano preludere ad una simile continuità ma hanno aperto ad un tentativo di cambiamento, certamente riuscito in tema di comunicazione, rimasto problematico in teologia e in morale. Sicuramente il tema sarà individuare chi avrà la capacita di coniugare continuità e cambiamento.
(O) Secondo i ‘vaticanisti’ il punto di non ritorno già raggiunto è la sinodalità. Già ora le congregazioni cardinalizie pre-conclave sembrerebbero affrontare questo problema come il principale, oserei dire in linea con il tema della rivoluzione digitale evocato dal NYT: una burocrazia curiale, per quanto di altissimo livello, non serve più nell’epoca digitale.
(C) Continuità è la successione apostolica, cioè la coesione del vescovo di Roma, (vicario di Gesù, si dice da qualche secolo, ma prima si diceva: VICARIO DI PIETRO) con la totalità dei vescovi; il problema è metterla al riparo dalle influenze politiche nazionali/continentali. Questa preoccupazione rende improbabile un papa americano, per non ripetere l’egemonia politica che nel medioevo portò il Re di Francia ad una supremazia sulla Chiesa e ii Papa alla ‘cattività avignonese’. Improbabile anche un italiano, nonostante il titolo formale di vescovo di Roma e comunque difficile un europeo. Tra le caratteristiche personali, servirà una buona conoscenza del diritto, dopo un po’ d’approssimazione bergogliana, una buona capacità di esprimersi in italiano, ma non mi stupirei che sia necessario anche un buon inglese. Tutto in funzione della comunicazione.
(O) Quanto al nome, scontato Francesco II?
(C) Forse sì, ma potrebbe valere il fascino di un altro cambiamento innovativo, Domenico, per esempio o nomi apostolici come Giacomo, Andrea e Matteo, o Atanasio, nella ricorrenza secolare di Nicea, il richiamo al grande araldo della divinità di Gesù Cristo. Naturalmente non prendiamo in considerazione la presunta profezia di Malachia che vedrebbe in PIETRO ROMANO il nome del prossimo e ultimo papa.
(S) Sarà un altro gesuita?
(C) Su oltre duecento, sono stati eletti trentasei membri di ordini religiosi, diciassette benedettini, nessuno ha preso il nome Benedetto, cinque francescani, quattro domenicani. Un solo gesuita, Francesco, che è anche il primo appartenente ad un ordine religioso da quasi due secoli. Aspetto con curiosità un africano o un asiatico. È il cambiamento d’epoca.
(O) Onirio Desti (S) Sebastiano Conformi (C) Costante