La lettera

CURARE CON LA FRATERNITÀ

ANNA MARIA BOTTELLI - 02/05/2025

Caro Franciscus,

profeta di speranza, ora nella gioia della Gerusalemme Celeste, Ti preghiamo di continuare a proteggere questo nostro martoriato mondo, affinché raggiunga quella pace da Te tanto agognata. Non hai mai lesinato, durante il Tuo pontificato, di sollecitare i “potenti della terra” a cercare e a trovare le vie per la concordia tra i popoli. Purtroppo inascoltato!

Caro Papa Ti hanno invece ascoltato e amato gli ultimi, i fragili, i malati, e tutte quelle persone che ai margini della società cosiddetta civile, hanno ricevuto da Te una carezza, un segno della Tua cristiana tenerezza. Dalla Tua papamobile, durante la recente Domenica delle Palme, il 13 aprile, hai chiesto di poter salutare più da vicino un gruppo di malati e di disabili in carrozzina. Nonostante fossi affaticato a causa del Tuo quadro clinico compromesso, hai voluto donare loro un sorriso, sempre capace, come era il Tuo stile, di dimenticare Te stesso!

In questo tempo in cui prevale la cultura dello scarto, Tu hai sempre diffuso quella dell’incontro, della solidarietà, cercando con tutti, proprio tutti, di creare ponti e non muri. Hai sottolineato tantissime volte il concetto di fraternità universale, di famiglia umana, di pace, promuovendo il valore del dialogo e dell’unità tra i popoli e le fedi. I Tuoi messaggi di amore e di speranza hanno sempre puntato verso un afflato ecumenico e interreligioso per un incontro costruttivo.

La Tua attenzione ai malati di qualunque età, ma in particolare ai bambini, ha reso emblematiche le Giornate del Malato, celebrate ogni anno l’11 febbraio, memoria della Madonna di Lourdes. Nel 2021 “fraternità come fondamento della cura” sono state le Tue parole per sottolineare la fiducia reciproca, tra chi viene curato e chi cura. L’anno successivo, il 2022, facendo emergere l’importanza della misericordia, hai suggerito: “porsi accanto a chi soffre in un cammino di carità”, senza atteggiamenti di pietismo ma di compassione vera, (cum patire), di rispetto e di autentico sostegno. Nel 2023 la figura del Buon Samaritano Ti ha suggerito di dire “abbi cura di lui” a prescindere dall’esito delle cure stesse, ovvero della guarigione. Dato che la solitudine nella malattia è ulteriore motivo di peggioramento, nel 2024 hai consigliato “non è bene che l’uomo sia solo”, perché sappiamo come la buona relazione sia di per sé una terapia.

L’11 febbraio scorso le Tue condizioni di salute erano già molto serie, tanto che dopo tre giorni è stato necessario il ricovero al Gemelli. Eppure nonostante la fatica, hai voluto essere presente in Piazza San Pietro per il Giubileo degli Ammalati e della XXXIII Giornata Mondiale loro dedicata, sorprendendo tutti. Il titolo era:” La speranza non delude”. La lettura dell’Omelia è stata affidata ad altri, ma il Tuo sguardo silenzioso, la carezza sui volti e sulle mani delle persone sofferenti ha evocato le numerose parabole di Gesù che “guariva” con la sua presenza, perché infondeva serenità e pace al suo passaggio. I malati presenti a Roma non dimenticheranno senz’altro quel momento di Te, fragile tra i fragili, presenza vera che sa condividere, sorreggere, riconoscere, perché capace di amare senza riserve, solo in quanto fratello e sorella.

Caro Papa Francesco, quando Ti rivolgevi alle persone, per farti meglio intendere, parlavi per immagini. Significative le parole rivolte a un’Associazione di Volontariato lo scorso anno: “Voi siete come candele accese nella notte del dolore”.

La serie dei Tuoi verbi, spesso ripetuti in diverse occasioni: spera, vivi, ama, sogna, credi, saranno un mantra per ciascuno di noi negli anni a venire, insieme al Tuoi appelli di non disperare mai, di non arrendersi nella notte, di non avere paura.

Il Tuo continuo invito allo stupore, alla meraviglia del creato da difendere, al vedere la vita con occhi belli, perché la vita è bella, di sapere superare le avversità, utilizzare gli ostacoli per aprire le finestre dell’intelligenza, sono messaggi impressi nella mente e nel cuore di chi Ti ha sempre ascoltato in questi dodici anni di servizio per il Tuo amato popolo di Dio.

La tua vita sia un giardino di opportunità, perché tutto nasce per fiorire in un’eterna primavera, dove ora Tu sei, caro Franciscus, in una dimensione nuova da cui, ne siamo certi, non ci dimenticherai. Per questo di diciamo un grande grazie!