Società

PATRONO DA FESTIVAL

SANDRO FRIGERIO - 02/05/2025

No, Vittore non è un patrono qualunque e come martire emerse anche fino a divenire un simbolo della chiesa ambrosiana. Per otto giorni viene ora ricordato e celebrato a Varese, con un fitto programma di eventi culturali, religiosi, musicali, artistici e scolastici. Si comincia il 4 maggio e si conclude la domenica successiva 11, secondo il calendario presentato a Varese a Palazzo Estense alla presenza, tra gli altri, dell’assessore comunale Roberto Molinari e del Prevosto don Gabriele Gioia.

A sua volta, il Terzo Festival di San Vittore avviene in un momento speciale. Perché alla tristezza del momento per la scomparsa di Papa Francesco si somma il tema del Giubileo della Speranza, che proprio Bergoglio aveva avviato quattro mei fa e che ispira anche le iniziative di queste manifestazioni varesine destinate a svolgersi in pieno Conclave.

Non un “patrono qualunque” dicevamo, a partire dalle origini. Vittore era militare dell’impero romano nativo della Mauritania, Africa Nord Occidentale (da qui la sua denominazione: “Il Moro”) ed era un suddito fedele dell’Imperatore, ma riconosceva un solo Dio. Finì per questo i suoi giorni, rifiutando l’abiura, crudelmente torturato e quindi decapitato nel 303 d.c. in una delle ultime grandi persecuzioni, solo 10 anni prima che l’Editto di Costantino, detto anche “Editto di Milano”, concedesse la libertà di culto a tutti i cittadini dell’Impero. Il luogo è Milano, dove Vittore era di stanza così come vi era l’Imperatore, anzi il co-imperatore, perché Massimiano era uno dei quattro pilastri della Tetrarchia, voluta da Diocleziano, con due “Augusti” e due “Cesari”, per governare un impero ormai difficile da gestire. Il santo milanese per eccellenza, ovvero Sant’Ambrogio, aveva una tale stima che volle che le spoglie di Vittore fossero unite insieme con quelle del proprio fratello Satiro (339-378). Per questo, nei secoli, pochi martiri e santi sono legati alla Diocesi di Milano come il militare venuto dall’Arica e in provincia di Varese mezza dozzina di comuni lo hanno come patrono. Non solo, come lo stesso monsignor Gioia ha ricordato, nel capoluogo oltre alla Parrocchia di San Vittore, anche la chiesa di Casbeno è dedicata al martire “moro”.

Momenti della presentazione a palazzo comunale del Festival di San Vittore

L’intensissimo programma del Festival è frutto della collaborazione di una dozzina di realtà, dal Decanato di Varese, alla Famiglia Bosina, da organismi nel campo dell’educazione, dello sport, a comunità pastorali e anche Radio Missione Francescana è in questo fitto novero, oltre a Comune e Provincia di Varese e a Fondazione Ubi.

Si parte domenica 4 maggio all’alba (6.15) con la lunga fiaccolata dal Santuario del Sacro Monte, mentre alle 10 in sala comunale sarà conferita la Girometta d’Oro (al giornalista Rai Roberto Pacchetti) e poi il riconoscimento alla Mamma dell’anno. Alle 11.30 messa a San Vittore seguita da aperitivo in Piazza Canonica.

Nei giorni successivi si aprirà in Basilica  la mostra “La rivelazione dell’Apocalisse – La speranza nei tempi di crisi”), con quindici pannelli di testi e immagini che interpretano il tema portante di questo Giubileo.

Mercoledì 7 maggio alle 21 sempre in Basilica sarà la volta del concerto Sunrise Mass di Ola Gjeilo, una straordinaria messa per coro e archi in quattro sezioni con l’”Orchestra Sacro Monte” e il “Coro Polifonico Santa Maria del Monte” (dirige Roberto Bianchi).

Giovedì 8 al Teatro di Varese la Compagnia Splendor del Vero rappresenterà la piece teatrale “La piccola via di Lisieux” ispirata a Santa Teresa, la carmelitana francese morta giovanissima a 24 anni e canonizzata esattamente 100 anni fa.

Sabato 10 maggio in Sala Montanari saranno premiati i vincitori del concorso “Lancia il tuo desiderio nel mondo”, un’iniziativa rivolta agli studenti delle superiori di tutta la provincia tra i 14 e i 19 anni, che si sono cimentati in vari ambiti: dagli scritti alla musica, al video, dalla fotografia al Podcast: un’iniziativa che ha raccolto già un notevole interesse di partecipazione e che si punta a far divenire un appuntamento annuale costante.

Domenica 11 maggio alle 21, in Basilica, ci sarà uno dei “pezzi forti” del programma con il laboratorio/concerto sulla musica di Pierluigi da Palestrina (1525-1594, il compositore autentico “mostro sacro” della polifonia sacra del Rinascimento, del quale quest’anni si ricorda proprio il mezzo millennio della nascita. Condurrà il musicologo Fabio Sartorelli, musicologo e docente al Conservatorio di Milano, con la partecipazione del Coro da Camera di Varese, diretto da Gabriele Conti.