Pennsylvania Avenue

TRUMP E UN DILEMMA

FRANCO FERRARO - 02/10/2026

Donald Trump insiste, vuole trovare un nuovo nome all’Intelligenza artificiale. Quello attuale non gli piace, lui dice che è impreciso, inaccurato e poco elegante. “L’uso della parola ‘artificiale’ rende l’intelligenza falsa, la fa sembrare falsa, ma non lo è. È davvero straordinaria” ha dichiarato all’Assemblea Generale dell’Onu. Così ecco il Presidente proporre: “Super Intelligenza”. Trump probabilmente ignora che la Superintelligenza artificiale (Asi) “esiste” già. È una Ia teorica, con funzioni cognitive avanzate e abilità di pensiero altamente sofisticate che superano qualsiasi capacità umana.

Faccio sintesi: non deve imitare il cervello per ottenere risultati superiori. Insomma, più intelligente dell’essere umano più intelligente. È un bene? È un male? Discussione vivissima e aperta. Addirittura rovente dopo le parole di Jacob Coxon, che negli ultimi tre anni ha lavorato alla ricerca sull’addestramento dei modelli di AI, prima in OpenAI e più recentemente in Anthropic e che si è dimesso dalla società di Dario Amodei. Secondo Coxon i migliori ingegneri che stanno costruendo questi sistemi temono seriamente la possibilità di conseguenze catastrofiche entro la fine del decennio. E per evitare fraintendimenti ha spiegato: “Nessuna delle due aziende in cui ho lavorato si stava comportando in modo responsabile, stavano giocando con le nostre vite”. Quello degli scettici e dei critici legato allo sviluppo dell’Ia è ormai un esercito. Già nel 2023 il Future of Life Institute pubblicò una lettera aperta chiedendo ai laboratori di intelligenza artificiale di sospenderne i giganteschi esperimenti. E lanciava questo interrogativo:” Dovremmo sviluppare menti non umane che potrebbero alla fine superarci in numero, in intelligenza, renderci obsoleti e sostituirsi a noi? Dovremmo rischiare di perdere il controllo della nostra civiltà?”.

Grandi domande che però rimbalzano sulla mente di Trump che depotenzia sistematicamente il fattore rischio. Eppure la super IA, se diventasse tecnicamente possibile, potrebbe potenzialmente migliorare l’architettura stessa attraverso cui pensa e agisce. Ciò cambia la natura del problema. Ed è a questo punto che il rischio legato alla Super Intelligenza diventa sistemico. Mi ha affascinato, in tal senso, l’analisi di Phar Kim Peng, accademico, ricercatore dell’Asia Europe Institute: ”Una crisi finanziaria diventa sistemica quando le difficoltà che hanno origine in un’istituzione si diffondono all’intera architettura finanziaria. Una pandemia diventa sistemica quando il contagio supera la capacità delle singole giurisdizioni di contenerla. La super intelligenza artificiale potrebbe diventare sistemica per ragioni simili: le sue conseguenze potrebbero non rimanere confinate al laboratorio, all’azienda o al paese in cui ha avuto origine. Questa possibilità diventa particolarmente seria se combinata con la competizione geopolitica”.

Come non condividere? Insomma. La scienza ne discute, il presidente liquida la questione con il cambio del nome. E respinge, come ha detto alle Nazioni Unite: ”Qualsiasi tentativo di costruire uno schema globalista per controllarla”. E quindi non soffocherà “la crescita di qualcosa che sarà più grande della rivoluzione industriale o di internet stesso”. L’Intelligenza Artificiale gli serve. Per i suoi affari e per i suoi giochini grafici su Truth. Ve li ricordate? Trump scolpito nel granito del Monte Rushmore, accanto ai quattro presidenti “giganti” della storia degli Stati Uniti: George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt e Abraham Lincoln. Trump vestito da Papa a pochi giorni dal conclave in cui viene eletto Leone XIV. Trump in tunica bianca e rossa, la mano destra sulla fronte di un malato e luce divina che emana da quella sinistra, attorniato da un tripudio di figure adoranti: un soldato, una dottoressa, una donna in preghiera. E potrei continuare. Come ha scritto Frank Landymore su Futurism:”Per un uomo ossessionato dalla menzogna per rimodellare la realtà a suo favore, l’Intelligenza Artificiale sembra davvero un dono superintelligente del cielo”.