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ADDIO MONDIALI. E TRE

CLAUDIO PIOVANELLI - 03/04/2026

È un autentico psicodramma nazionale quello che ha fatto seguito alla eliminazione dell’Italia dalla fase finale del Mondiale di calcio. L’evento si è consumato martedì scorso nel piccolo catino di Zenica, località della Bosnia sconosciuta ai più dove gli azzurri hanno lasciato sul campo la residua chance di qualificazione perdendo dopo i tempi supplementari e i calci di rigore contro i pur modesti padroni di casa.

Inutile recriminare su molte storture regolamentari, a cominciare dal sorteggio del campo di gioco (per quest’ultimo atto ma non per il precedente turno di playoff, superato dagli azzurri a Bergamo contro l’Irlanda del Nord), che ha consentito ai bosniaci di godere del sostegno del caldissimo pubblico amico; un sorteggio sfavorevole che ha contribuito alla eliminazione, oltre che dei ragazzi di Rino Gattuso, anche di altre realtà importanti a livello continentale come Danimarca e Polonia. Ma resta il fatto che comunque 16 Paesi europei saranno tra i 48 protagonisti della prossima rassegna iridata, mentre noi staremo a casa…

E poiché, per quanto riguarda l’Italia, si tratta della terza esclusione consecutiva dalla fase finale del Mondiale, dopo quelle del 2018 e del 2022, non possiamo che parlare di una profonda crisi del nostro sistema calcio, del resto annunciata da diversi segnali. Ne citiamo solo due: l’eliminazione di tutte le squadre italiane prima dei quarti di finale di Champions League e il fatto che il Como, grande rivelazione del campionato di serie A, ha in rosa solo due giocatori italiani che in campo non scendono praticamente mai. Insomma, la qualità delle nostre squadre e dei giocatori italiani in particolare lascia parecchio a desiderare.

Ma il Mondiale, con o senza l’Italia, si giocherà comunque. La competizione iridata scatterà il prossimo 11 giugno e durerà sino al 19 luglio. Sarà infatti il Mondiale più lungo della storia perché si avvarrà di un nuovo quanto discusso format a 48 squadre che prevede la bellezza di 104 partite. L’intenzione è di rendere questa manifestazione sempre più ampia e globale ma, con questo obiettivo, si è sicuramente sacrificato o quanto meno un po’ limitato l’aspetto tecnico, privilegiando decisamente quello geopolitico, visto che tra le squadre in lizza troviamo realtà non proprio di primissimo piano come Capoverde, Curacao, Uzbekistan e Giordania. Ma anche queste nazionali hanno comunque conquistato la qualificazione sul campo (soltanto le tre che rappresentano gli Stati organizzatori sono qualificate di diritto), e meritano dunque il massimo del rispetto e della considerazione.

Il Mondiale coinvolgerà tre nazioni: si giocherà infatti negli Stati Uniti (alla seconda esperienza dopo quella del 1994), in Canada (un debutto assoluto) e in Messico (qui si sono già svolte due edizioni del Mondiale, nel 1970 e nel 1986). E proprio allo stadio Azteca di Città del Messico, uno dei “monumenti” del calcio mondiale, si disputerà anche la partita inaugurale, in programma l’11 giugno.

La finale che assegnerà il titolo di campione del mondo 2026 è invece in programma al MetLife Stadium di New York il 19 luglio.

Saranno complessivamente coinvolte 16 città: 11 negli Stati Uniti, 3 in Messico e 2 in Canada.

La formula prevede che le 48 formazioni concorrenti siano suddivise in 12 gironi di 4 squadre ciascuno. Dopo questa prima fase a gironi, che si svolgerà dall’11 al 28 giugno, verranno “promosse” 32 squadre (le prime due di ciascuno dei 12 gironi e le 8 migliori terze classificate) che cominceranno la fase a eliminazione diretta disputando i sedicesimi di finale tra il 28 giugno e il 3 luglio. Poi sarà la volta degli ottavi di finale (4-7 luglio), dei quarti di finale (9-11 luglio) e delle semifinali (14 e 15 luglio). Il 18 luglio si giocherà la finale per il terzo posto, mentre la finalissima andrà in scena, come s’è detto, il 19 luglio.

Questa edizione del Mondiale, oltre che la più partecipata grazie alla nuova formula, sarà anche la più ricca di sempre: il montepremi raggiungerà infatti i 665 milioni di dollari (nel 2022 in Qatar fu di 440 milioni). Ogni squadra avrà un “minimo garantito” di 11 milioni. La nazione vincitrice della competizione tornerà a casa con un premio di 50 milioni di dollari!

La RAI si è assicurata la trasmissione di 35 partite: quelle che avrebbe disputato l’Italia e comunque tutte le altre più importanti; ma chi vorrà fare una autentica scorpacciata, senza perdere neppure uno dei 104 appuntamenti in calendario, dovrà abbonarsi a Dazn che si è assicurata i diritti globali della manifestazione.