In Confidenza

IL CIELO IN UNA STANZA

Don ERMINIO VILLA - 03/04/2026

Pietro e Giovanni corrono al Sepolcro

Gli Apostoli erano chiusi da dentro. Per paura. Come noi. Ma erano anche “chiusi dentro”, dentro di loro. Gesù entra a porte chiuse e le porte restano chiuse. Non le butta giù. Non le spalanca. Le porte della risurrezione, della primavera di vita nuova, le puoi aprire solo tu e dal di dentro di te stesso. Non è facile.

Basta vedere Tommaso: devi picchiarci il naso, non ci sei, non credi, fai fatica a guardare dentro il cuore. Suo, ma soprattutto tuo. Nessuno lo può fare per te. La risurrezione è la possibilità di riportare il cielo in noi.

Monsignor Tonino Bello commentava: “Il cielo in una stanza deve divenire la sigla morale di ogni uomo di buona volontà che non vuole farsi inquinare, che teme di lasciarsi imprigionare da problemi e paure e che intende fuggire la seduzione del «chiuso è bello»”.

Quante volte ci piace stare al chiuso, tiepidi e protetti nella gabbia di convinzioni, impressioni, cliché, routine; dietro la porta blindata da catenacci di pregiudizi. Non ricordiamo nemmeno dove abbiamo messo la chiave. La risurrezione apre sempre da dentro.

C’è un dato curioso: gli Apostoli quando arrivano al sepolcro vuoto, vedono le bende per terra e il sudario piegato, da una parte. Per la sepoltura (questa la prassi, allora, per gli ebrei) si avvolgeva il corpo in una lunga tela (la Sindone), piegata in due al centro per coprire sotto e sopra, così da isolare il cadavere da ogni contatto. Per un ebreo toccare un morto con le mani rendeva impuro e questo non avrebbe permesso di celebrare la Pasqua.

Proteggendo le mani con i lembi del lenzuolo, si procedeva a legare il corpo con bende avvolgendolo completamente. Quindi veniva versata una mistura di oli profumati che impregnavano le bende e il lenzuolo sottostante.

A sconvolgere gli Apostoli è un particolare: le bende non “piegate”, ma “avvolte”, come per dire che erano afflosciate su sé stesse, senza essere sciolte, e il corpo non c’era più. Una mummia svuotata del corpo senza sciogliere le bende: una cosa impossibile!

Anche il sudario “piegato, a parte”, era fuori, quando invece era messo sotto le bende. Ma per la fede questo ancora non basta. L’essenziale è sempre un incontro personale. Non si arriva magicamente al Dio di Gesù Cristo. Lui entra a porte chiuse. Ti rispetta, si propone. Sa aspettare, sa capire, sa andarsene e tornare ancora, secondo i tempi di ciascuno (vedi Tommaso).

Lui porta dentro di te il cielo. Se vuoi, se capisci che lui è qui con te, dentro te, la stanza della tua vita non ha più pareti, ma alberi infiniti, con germogli di vita, fiori di bene, frutti di speranza. Ora aspetta. Lascia le nostre porte chiuse dall’interno. Nemmeno bussa o suona per disturbarci. Tutto dipende solo dalla tua scelta personale…