La guerra in Ucraina, da oltre 4 anni. Poi Gaza, l’Iran, il Libano. E i conflitti dimenticati (da noi, non da chi li subisce) in Africa. Le immagini in tv, le notizie sui giornali, rischiano di darci assuefazione e di farci pensare soltanto al prezzo della benzina. Serve un memorandum, diverso da quello di Trump, per ricordare che non si tratta di affari ma di tragedie. Sarebbe ovvio cominciare con le numerose invettive musicali contro ogni guerra. Ma proviamo a essere ottimisti, nonostante tutto, esplorando l’altra faccia della medaglia: le canzoni per e sulla pace.
- John Lennon – Give Peace a Chance – Se Imagine diventerà talmente universale da essere fin troppo adattabile a ogni causa, questa canzone improvvisata, registrata nel giugno del 1969 in una camera d’albergo a Montreal, in Canada è il primo vero inno pacifista dell’ex Beatles. Anche per il contesto. Lui e Yoko Ono, appena sposati, stavano effettuando un “bed in” come forma di protesta. Gli chiesero cosa volesse ottenere. “Tutto ciò che diciamo è dare una possibilità alla pace”. Da lì l’idea della canzone, che replica all’infinito quella frase. A cantare con loro un gruppo di ospiti e amici, tra i quali Timothy Leary e Allen Ginsberg.
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- U2 – Peace on Earth – Scritta in risposta alla strage di Ferragosto del 1998 per un’autobomba piazzata a Omagh, Irlanda del Nord, da una frazione dell’Ira contraria alla tregua appena siglata. Causò 29 morti e oltre 200 feriti. Il riferimento è specifico, il brano cita anche nomi delle vittime. Ma la canzone aveva già tutto per assumere un significato più universale. “…Non chiedere chi o perché, nessuno piange come una madre per la pace sulla Terra”.
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Paul McCartney – Pipes of Peace – Le cornamuse (o i flauti, traduzione a scelta) della pace sono quelle che Paul invita a suonare per i bambini di tutto il mondo, in modo che imparino, per il futuro. “Aiutiamoli a imparare canzoni di gioia invece che brucia, ragazzo brucia”. Il brano esce come singolo prima di Natale nel 1983 ed è un successo anche grazie al video che ricostruisce uno degli episodi di tregua e fratellanza fra soldati nemici a Natale del 1914 nelle trincee della Prima Guerra Mondiale appena cominciata.
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4. I giganti – Proposta – Quale proposta? Mettete dei fiori nei vostri cannoni, ovvero l’altra parte del titolo originale messa tra parentesi. È l’inizio della musica “giovane” italiana, quando i “giovani” erano una categoria appena nata e scoperta. In realtà le strofe sono “un’inchiesta” sui sentimenti e problemi di chi nel 1967 aveva più o meno vent’anni e manifestava per la pace. Ma quel ritornello rimane l’appello pacifista più originale del pop nostrano.
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5. Cat Stevens – Peace Train – È l’utopia di un mondo senza confini e divisioni, come in Imagine. L’ispirazione allora sincera di molti (siamo nel 1971) e anche del cantautore inglese convertitosi poi all’Islam, a distanza di anni può apparire ingenua, tanti sono i fatti che l’hanno smentita. Ma per parlare di pace in questi tempi forse i sognatori servono ancora, se non altro aiutano a non smettere di sperare. “Oh, ultimamente ho sorriso sognando il mondo come un tutt’uno e credo sia possibile, un giorno o l’altro accadrà”.
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