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MONDIALE “NERO”

CLAUDIO PIOVANELLI - 03/07/2026

Josimar José Évora Dias, detto Vozinha, portiere di Capo Verde

Il campionato mondiale di calcio 2026 è il più lungo della storia: durerà infatti ben 45 giorni: scattato lo scorso giugno con la gara inaugurale a Città del Messico, si concluderà il prossimo 19 luglio con la finalissima in programma a New York.

D’altra parte, la FIFA ha pensato bene di allargare la fase finale a ben 48 partecipanti che, al tirar delle somme, daranno vita a oltre cento partite (104, per essere precisi). Una enormità!

Il campionato è in corso ma, dopo la prima fase, qualcosa che merita di essere sottolineata si è già vista, a livello di personaggi e di situazioni.

Innanzitutto, è notevole, e non sappiamo dire se e quanto inatteso, il fatto che ben nove squadre africane su dieci abbiano conquistato il passaggio ai sedicesimi di finale, superando quindi il primo scoglio che ha promosso le prime due classificate di ciascuno dei 12 gironi in cui era articolata la “griglia di partenza” e poi le otto migliori terze classificate.

Soltanto la Tunisia ha pagato dazio, restando esclusa nel Gruppo F che ha qualificato Olanda, Giappone e Svezia. Se è vero che nessuna formazione africana ha conquistato il primato nei vari gironi, è altrettanto vero che Sudafrica, Costa d’Avorio, Marocco, Capo Verde ed Egitto hanno concluso la fase eliminatoria al secondo posto, mentre Congo, Ghana, Algeria e Senegal (che ha beffato l’Iran, che avrebbe molto da recriminare) hanno guadagnato la qualificazione come migliori terze classificate nei loro gruppi di appartenenza. Naturalmente la vita per queste squadre sarà particolarmente dura già nei sedicesimi di finale (in corso mentre scriviamo queste note, intanto però il quotatissimo Marocco ha messo fuori gioco l’Olanda); ma il dato rimane, anche se non è una assoluta novità che formazioni del “continente nero” abbiano fatto bella figura alla fase finale del campionato del mondo.

D’altra parte, si sa che la stragrande maggioranza dei giocatori di queste rappresentative giocano in Europa, nei campionati ai più alti livelli, a dimostrazione del loro elevatissimo valore tecnico ma soprattutto atletico.

Un altro capitolo suggerito dalla prima fase del Mondiale 2026 riguarda i personaggi ed è impossibile non dare la precedenza a Josimar José Évora Dias, detto Vozinha, portiere di Capo Verde. Nella qualificazione assolutamente a sorpresa della formazione africana (rappresentante di un Paese di circa mezzo milione di abitanti in mezzo all’Oceano Atlantico), Vozinha ha avuto un ruolo miracolosamente centrale, considerando una serie di parate eccezionali soprattutto contro la Spagna (0-0), poi ripetute contro Uruguay (2-2 in rimonta) e Arabia Saudita (0-0). Vozinha ha 40 anni, compiuti pochi giorni prima dell’inizio del campionato del mondo (il 3 giugno) e gioca nel campionato di serie B portoghese, dopo avere militato in passato anche in squadre angolane, moldave, cipriote e slovacche. Ma una curiosità sta anche nel fatto che Vozinha è anche dentista, perché il calcio a Capo Verde offre poche garanzie. Si è parlato di lui anche perché sua madre avrebbe avuto piacere di essere presente alle partite del figlio ma che le condizioni economiche della famiglia non avrebbero consentito l’acquisto del biglietto per raggiungere gli Stati Uniti, situazione poi risolta grazie all’intervento (un po’ tardivo?) della Federazione capoverdiana.

Sabato 4 luglio, secondo ogni ragionevole pronostico, l’avventura mondiale di Capo Verde terminerà al cospetto dell’Argentina nei sedicesimi di finale, ma in queste tre settimane la squadra africana, soprattutto grazie al suo portierone, ha scritto una pagina di storia che ha interessato il mondo intero.

Parlare di Argentina significa parlare soprattutto di Leo Messi. Ed eccoci allora al secondo personaggio di questa prima fase del Mondiale 2026. Messi, 39 anni compiuti lo scorso 24 giugno, origini italiane perché i suoi trisavoli emigrarono dalla provincia di Macerata alla fine dell’Ottocento, è un po’ un uomo dei record: impossibile citarli tutti, basti dire però che ha conquistato 47 trofei ufficiali (35 dei quali con la maglia del Barcellona), che ha partecipato a sei edizioni del Mondiale (primato condiviso con Cristiano Ronaldo e Guillermo Ochoa), che è l’unico calciatore ad avere segnato in sette gare consecutive del Mondiale, primato quest’ultimo ottenuto proprio grazie ai gol segnati nelle tre gare della fase eliminatoria da poco terminata, e che ha conquistato per otto volte il Pallone d’Oro, il trofeo che ogni anno premia il miglior calciatore del mondo.

Ma anche il portoghese Cristiano Ronaldo, 41 anni compiuti lo scorso 5 febbraio, non è certo da meno. Innanzitutto, detiene un record che neppure Messi potrà sottrargli: è l’unico calciatore ad avere segnato almeno un gol in tutte le sei edizioni del Mondiale a cui ha preso parte.

Con Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, votati sempre più sorprendentemente all’eternità calcistica, anche le leggende Pelé e Maradona, sinora unanimemente considerati i più grandi di sempre, devono cominciare a preoccuparsi almeno un po’…