Editoriale

PAPA RES

MASSIMO LODI - 03/07/2026

Sta sui fatti, e vi aggiunge qualche parola. Se è il caso. Oppure nemmeno. I fatti e stop: le determinazioni, la coerenza di mandato, il senso d’una missione. Prevost è questo. Che scioccheria, leggerne come d’un pontefice restìo a decidere, incline all’ombra, laterale alla centralità del predecessore. Francesco era d’uno strabordante afflato, e abitava nei cuori. Leone è d’una intensità spirituale tenuta sottomisura, e però anch’egli comincia ad abitare nei cuori. Anzi, in molti cuori abita da un pezzo, in tutti abiterà tra poco.

È necessario prendere le distanze da Trump, che si crede l’imperatore del mondo? L’americano di Roma le prende dall’americano di Washington. È necessario marcare con una presenza di clamore mediatico la gravitas del fenomeno immigratorio? Il tutore dei disperati la marcherà il 4 luglio a Lampedusa, frontiera della sofferenza. È necessario compiere l’atto di dolore d’uno scisma per fronteggiare l’onda tradizional/restauratrice dei lefebvriani? La sentinella della dottrina lo compie: aveva pregato (pregato, sic: invano) i dissidenti di non nominare quattro vescovi, gli hanno opposto il rifiuto, ne è venuta la decisione tranchant. Mediare va bene, mediare oltre un certo limite no. Proprio no.

Così Prevost, bongré malgré, s’atteggia a inflessibile decisionista, usando un’asserzione ecclesiasticamente impropria. È solo obbedienza al magistero. Ovvero: custode di valori che, come spesso/a vanvera si dice e come qui (qui nella Chiesa d’oggi) si fa e per davvero, non sono negoziabili. Quali valori? I valori dei duemila anni di fede, il valore dell’adesione al compito protettivo del cattolicesimo in progress. Storia più cronaca: il presente aggiornato che guarda avanti, senza scostare l’occhio dallo specchietto sul passato. Si chiama visione d’insieme. Meglio: d’assieme.

A dirlo breviter, certo male e però di getto: vien da riassumere il Prevost sul soglio pietrino nella definizione maccheronica di Papa res. Con ciò indicando il Papa delle cose; di cosa fare bene e subito; della cosa dopo cosa. Ovvero d’un intervento qui e d’un intervento là, dove chiama l’emergenza, dove chiama la sensibilità, dove chiama il suo motto, il motto leonino: In illo uno unum. In Cristo siamo una cosa sola. Appunto: una cosa affatto estranea a tutte le cose dell’umanità. Lo affermava Sant’Agostino, salmo 127. Lo pratica Prevost, portando il suo mentore (ben più del suo mentore) in salmo di mano. Ogni giorno, da ogni parte. Al modo d’un Papa res, l’opposto d’un Papa rex.