Attualità

UN POPÓ DI DNA

ARTURO BORTOLUZZI - 04/07/2025

C’è stata una giusta presa di posizione dei commercianti delle aree centrali di Varese. Queste risultano invase da deiezioni canine che rendono estremamente difficile per un frequentatore del centro e non solo poter solcare le aree della città senza incorrere in qualche regalino lasciato da padroni incivili. Ho lungamente proposto in passato di mutare quelle che sono le regole che i cittadini di Varese devono assolutamente osservare se si vuole che non capitino più inzozzamenti delle aree cittadine. Ho magnificato il metodo DNA che, se adottato, come avviene in Comuni limitrofi a Varese come quello di Malnate, potrebbe raggiungere i risultati sperati. Innanzitutto si potrebbe ampliare l’elenco comunale di animali domestici con nome e cognome dei proprietari, aggiornandolo facendo in modo che tutti i proprietari dei cani registrino il DNA del proprio animale e quindi abbiano a rispettare le regole base perché ci possa essere una migliore condivisione degli spazi urbani.

Come ho già scritto in passato su questo giornale, «l’abbandono delle deiezioni è un abbandono di rifiuti – ha ricordato l’assessore all’Ambiente Giuseppe Riggi del Comune di Malnate – La procedura prevede che l’operatore ecologico impegnato nella pulizia manuale, affiancato da un agente della Polizia locale per la notifica effettui il campionamento della deiezione abbandonata, e la invii al laboratorio incaricato per le analisi del dna. Avuto l’esito del raffronto tra il Dna del campione e quelli contenuti nella banca dati, sarà possibile risalire all’animale e procedere a sanzionarne il proprietario incivile». Questa è una pratica in voga in Germania che ha avuto effetti e esiti significativi. Ho recentemente scritto al Comune di Malnate perché abbia a mettere nero su bianco tutte le buone iniziative assunte: quanto si è ottenuto in forza di una migliore frequentazione delle aree pubbliche poi, quanti sono i proprietari degli animali che sono stati sanzionati e quale soddisfazione abbia una giunta comunale per l’attuazione di una migliore convivenza tra animali domestici e città.

Mi rendo conto che raggiungere questa finalità sia gravoso per l’amministrazione cittadina che dovrà attuare una nuova campagna di raccolta dati.

Quello che è certo è che va cambiato il metodo secondo il quale deve essere il vigile urbano a sanzionare un proprietario incivile solo quando dovesse vederlo. Questo è un metodo incapace di risolvere quello che è il problema evidenziato da me e mosso dai commercianti del centro di Varese.