Apologie Paradossali

LA NOSTRA POLITICON VALLEY

COSTANTE PORTATADINO - 05/06/2026

(C)Sembra strano, ma a Roma in cinquant’anni non ero mai stato in vacanza. Solo furtivamente una mezza giornata al Bioparco (zoo) con i bambini. Ci sono stato tre giorni, in occasione della mostra di pittura di Vera, a più di trent’anni dalla presenza continua per gli impegni parlamentari e a sette/otto dall’ultimo passaggio lavorativo.

(S)Strano?

(C)Non proprio un trauma, ma delusione, confusione, negatività, preoccupazione. Forse non mi ero accorto di certe caratteristiche della città, vivendo all’interno di un circuito chiuso, con regole, facilitazioni, obblighi precisi e stringenti. Tre giorni di vita ‘normale’ e gli anni passati mi hanno rivelato una capitale e una Italia diversa. Non sono stato mai del tutto contrario all’evoluzione della Nazione e dello Stato (due realtà diverse, pur collegate) innescata dalla crisi di tangentopoli e dalla adozione di un diverso sistema elettorale, sebbene sia sempre più convinto dell’errore di aver voluto liquidare i partiti storici. Non ho trovato un’evoluzione, ma un degrado, giudizio condiviso da tutti i romani con cui ho parlato.

(S)Hai scoperto ROMA LADRONA quarant’anni dopo?

(C)No, nient’affatto. Resto convinto che il problema, perenne, dell’efficienza dello Stato non dipenda dai partiti, tanto meno dal sistema democratico come tale; non aderisco a nessuna tentazione populistica. Ho notato un problema reale: l’esplosione del turismo, sia detto senza ingiuria, di basso livello, sta prosciugando le risorse lavorative verso lo sfruttamento di questa opportunità e sta congestionando le già scarse infrastrutture, lasciando spazio solo a B&B, spesso semi-abusivi e a ristorazione improvvisata, che però riesce a contendere gli spazi commerciali agli antiquari, alle gallerie d’arte, alle librerie.

(O)Forse vedi solo un lato della situazione; c’è l’industria cinematografica che ha ripreso vigore, come tutti i nuovi media, comunque della svolta turistica il sindaco Gualtieri è felicissimo: gli arrivi da gennaio a dicembre scorso sono stati 22,9 milioni, di cui 12 milioni dall’estero, con 52,92 milioni di presenze, rispettivamente +3,42% e +2,87% sul precedente primato storico del 2024. “Siamo felici e orgogliosi di questo nuovo record, è stato un anno intenso, impegnativo ma molto positivo per la città sotto ogni punto di vista. Voglio ringraziare l’Assessore Onorato per il suo lavoro: il turismo è un’industria che genera indotto, posti di lavoro e che concorre a trainare il rilancio della Capitale, nel segno di una crescita intelligente, inclusiva e sostenibile”

(C)Non voglio sminuire il risultato economico del turismo di massa o sostenere un’incompatibilità con quello di qualità: le bellezze ambientali e i monumenti sono l’attrattiva irrinunciabile per tutti e l’overtourism è un fenomeno di tutte le grandi città europee e mondiali. Roma però lo sta scontando con un calo di vivibilità che mette un ostacolo a tutte le altre funzioni di una città capitale, che dovrebbe essere il motore istituzionale, burocratico, funzionale e culturale della Nazione e dello Stato. Mi sembra che si sia creata un’atmosfera che pervade la città e fa apparire tutto provvisorio, effimero. Nulla di peggio da respirare per dei politici, che dovrebbero guardare alla lunga durata. Persino in Vaticano, dove si dovrebbe guardare all’Eterno, si vedono sintomi di una simile difficoltà.

(S)Non c’è rimedio, è la società di massa. Solo l’algoritmo la gestirà. Hai raccontato che persino il tassista ha sbagliato indirizzo e che la persona che poi ti ha voluto aiutare a sua volta ti ha avviato nella direzione sbagliata. Il caos alimenta l’incompetenza, si fanno scappare pure i cavalli della sfilata.

(O)Tanti secoli fa. Diocleziano si inventò la tetrarchia per meglio governare la complessità dell’impero e Costantino costruì una nuova capitale a Bisanzio.

(C)Ecco l’idea! Una nuova capitale: non si cambia il modo di pensare e di fare se non si cambia la struttura operativa e l’ambiente di vita. Già 40 anni fa i Matia Bazar cantavano: Roma, dove sei? – Eri con me- Oggi prigione tu, prigioniera io – Roma, antica città – Ora vecchia realtà – Non ti accorgi di me – e non sai che pena mi fai. Per lo Stato come deve essere concepito e vissuto oggi, come la realtà capace di accompagnare l’inevitabile cambiamento di mentalità e di costumi, è necessario uscire da questa prigione dorata.

(O)Ma dove? Sarebbe un’impresa ciclopica. Tutti o forse nessun posto vorrebbe essere scelto.

(C)Restiamo nel paradosso, forse nell’utopia: per prendere in giro i fasciisssti nostalgici della marcia su Roma li si burlava: o Roma o Orte! ORTE! Non lontano, un breve trasferimento, spazi vasti nella valle del Tevere, linea Frecciarossa, raccordi facili da realizzare e non trafficati col porto di Civitavecchia e con Fiumicino. Nuovi ministeri e sedi amministrative moderne, digitalizzate, funzionali; case per gli impiegati vicine al lavoro, quindi orario pieno e produttività in crescita rapidissima. Le sedi romane trasformabili in grandi alberghi.

(S)Roma finalmente tutta dedicata alla ‘dolce vita’ aperta a tutto il mondo, paradiso di vanità per vacanze romane e ORTE SILICON VALLEY dell’efficienza e del lavoro, ma appaltata agli svizzeri, dopo averne sciolto la Guardia Papalina.