Nuova verifica per il cedro di Piazza Cavour a Biandronno. Nella giornata di mercoledì 26 novembre è stata infatti eseguita un’ulteriore prova di trazione sull’albero, oggetto da tempo di attenzioni, perizie e discussioni politiche. Si tratta della terza verifica tecnica in meno di tre anni, dopo due precedenti perizie che avevano entrambe escluso criticità strutturali rilevanti.
A sollevare dubbi sull’operato dell’amministrazione è il capogruppo di opposizione Pietro Parola (Biandronno Più), che parla apertamente di “accanimento”: secondo Parola, le perizie precedenti avevano già stabilito che il cedro è sano e ben radicato, mentre anche l’agronomo Daniele Zanzi, dopo un sopralluogo, aveva confermato il buono stato di salute della pianta, indicando come unico intervento necessario il ripristino del basamento. Nonostante ciò, secondo fonti comunali, “l’albero potrebbe comunque cadere”, un’argomentazione che l’opposizione giudica eccessiva e pericolosa se assunta come criterio generale.
Sul caso è intervenuta anche l’associazione Amici della Terra di Varese, che ha inviato una formale nota al sindaco Massimo Porotti chiedendo di non procedere all’abbattimento. Nella lettera si ricorda che il cedro è un albero storico, quasi monumentale, profondamente legato alla memoria del paese, e che la ripetizione ravvicinata delle prove non sarebbe giustificata alla luce degli esiti precedenti, tutti favorevoli.
Il cedro, messo a dimora nel ventennio fascista, rappresenta da oltre ottant’anni un punto di riferimento per la comunità. Anche per questo le opposizioni e le associazioni ambientaliste chiedono che venga tutelato come bene storico e paesaggistico.
Dal canto suo il sindaco Porotti respinge le accuse: «La nuova prova era prevista. È passato più di un anno dalla precedente e nel frattempo sono cambiate alcune condizioni. Una volta ottenuta la relazione definitiva, valuteremo gli interventi necessari. Si tratta di sicurezza, non di accanimento».
Intanto, la vicenda continua a dividere il paese tra chi invoca la massima prudenza per la pubblica incolumità e chi chiede trasparenza, proporzionalità nei costi e rispetto per un albero che è ormai parte integrante dell’identità di Biandronno.
Negli ultimi anni, in molti contesti italiani, si sta diffondendo un atteggiamento sempre più prudenziale – e spesso eccessivo – da parte delle amministrazioni pubbliche, che tendono a privilegiare l’abbattimento preventivo degli alberi per ridurre qualsiasi rischio potenziale. Una prassi che, se applicata senza un reale equilibrio tra sicurezza e tutela ambientale, rischia di trasformarsi in una pericolosa scorciatoia amministrativa.
Un albero maturo, soprattutto quando carico di valore storico, paesaggistico e simbolico come il cedro di Piazza Cavour, non può essere trattato come un semplice arredo urbano sostituibile. La sua eventuale rimozione non dovrebbe dipendere esclusivamente da una decisione politica o da valutazioni adottate in modo isolato, ma richiedere un confronto pubblico ampio, trasparente e partecipato con la cittadinanza.
Il tema non riguarda solo la stabilità di una pianta, ma il rapporto tra istituzioni, territorio e memoria collettiva. Per questo, sempre più voci chiedono che la tutela del verde storico non sia subordinata soltanto alla logica del “rischio zero”, ma venga affrontata con competenza, investimenti adeguati nella manutenzione e soprattutto con il coinvolgimento dei cittadini nelle scelte che incidono sull’identità dei luoghi.