Apologie Paradossali

LE NUOVE LEVE

COSTANTE PORTATADINO - 05/12/2025

(C)L’argomento di oggi è la leva.

(O)Archimede disse “Datemi un punto d’appoggio e vi solleverò il mondo”. Quello che manca è il punto d’appoggio, anche per la reintroduzione della leva militare. Manca una ragione sufficiente per un servizio militare generalizzato, proposta della Lega, mentre la proposta del Ministro della Difesa non è una leva, quindi niente allarmi, ma la costituzione di una riserva specializzata e limitata, in particolare per varie funzioni tecniche di supporto.

(S)Come pretendete di discutere di servizio militare, voi che non l’avete fatto, il vecchio per inadeguatezza fisica, il giovane perché era già stata abolita.

(O)Comincia tu, raccontaci la tua esperienza.

(S)Varia e contraddittoria. Positiva per certi aspetti, negativa per altri, a seconda dei momenti. Ha interrotto il mio percorso professionale d’insegnante, ha causato mancati guadagni, ha reso difficili per diversi mesi le relazioni familiari e amicali, specie con la fidanzata; gli aspetti positivi principali sono stati paradossalmente proprio la capacità di superare le difficoltà da essa create: il rapporto coi superiori, le relazioni a distanza con la famiglia. L’aiuto reciproco con i commilitoni, andando oltre qualche episodio di “nonnismo”, la comprensione di una realtà nazionale costituita da interessi diversi da quelli personali. Se dovessi dare un parere sulla reintroduzione di quella leva, sarei piuttosto contrario. Ma mi pare che si parli di una cosa affatto diversa. Sembrano più concrete le ipotesi che prevedono una leva volontaria che va a costituire una riserva ausiliaria: la proposta del ministro Crosetto appare quella politicamente più percorribile, perché cerca un compromesso tra esigenze di difesa e la volontà di non imporre un obbligo generalizzato.

(O)La Chiesa è sempre stata piuttosto contraria alla leva: allontanava i giovani dalla famiglia e dall’oratorio in una età critica della formazione del carattere e delle convinzioni; oggi potrebbe comunque essere scettica per quel fondo di pacifismo che attraversa gerarchia, movimenti e fedeli impegnati nel sociale. Il costo di un ulteriore allargamento delle spese militari sarebbe sentito, come già tacciato un po’ furbescamente dalle opposizioni, come risorse sottratte a scuole e ospedali.

(S)A proposito di furberia dell’opposizione, devo ricordare che il PCI preferì sempre l’esercito di leva a quello professionale, stimando di poter avere un controllo popolare sulle mosse politiche del primo, al contrario di un esercito professionale; questo proprio nel bel mezzo della guerra fredda. Allora temeva il colpo di stato dei ‘colonnelli’, che oggi non mi pare possibile, malgrado Vannacci. Ma penso che cercheranno di opporsi ad entrambe le proposte.

(C) Magari atteggiandosi a fingere di subire la meno impattante sul piano sociale, quella professionale. Anche la negatività rispetto alle proposte di difesa europea era motivata dal fatto che le proposte di VdL erano troppo ‘nazionali’ e poco europee, il piede in due staffe. L’aggressività russa terrorizza gli Stati baltici, che infatti rafforzano gli eserciti e hanno già reintrodotto la leva, ma, se può lasciare indifferenti gli elettori di Cinquestelle e di Alleanza Verdi–Sinistra, preoccupa i dirigenti del PD. Non ne sono sicuro, ma penso che prevarrà la strategia del ‘campo largo.

(O)Tuttavia, questa paura, pur comprensibile, non può giustificare il detto latino “si vis pacem, para bellum”, la Chiesa risponde: si vis pacem, para pacem”. Mi convince di più investire in azioni di pace, cioè in cooperazione con i Paesi dell’Africa e dell’Asia che cercano di liberarsi della povertà. Questo sarebbe anche il modo giusto di dare ordine all’immigrazione.

(C)Preparare la pace, chi potrebbe non essere d’accordo? Ma una condizione, persino ovvia, è l’equilibrio delle forze. Già è stato compromesso nel decennio trascorso da un‘indulgenza’ americana e da una impotenza europea nei confronti dell’aggressività russa in Georgia, Ossezia, Ucraina (2014), per tacere delle operazioni in Africa per mezzo della Wagner. Oggi la situazione è aggravata dal Trumpismo e dalla ancor minore coesione dell’UE. Nota come anche la guerra d’Ucraina abbia mostrato in pochi anni un radicale cambiamento, dalla fallita invasione lampo con i carri armati russi impantanati alla guerra informatica e a quella dei droni. Una risposta seria significa adeguamento alla difesa tecnologica, non certo arruolamento di “carne da cannone”, come ai tempi della invenzione della leva, quella di Robespierre e Napoleone, non di Archimede.

(C)Costante (O)Onirio Desti (S)Sebastiano Conformi