Sarà la festività Ponte dell’Immacolata o il disastro della Diga del Vajont con tutti contro tutti? I segnali, come avevamo anticipato già a proposito delle polemiche sul destino della ex Caserma Garibaldi, non erano mancate. Breve pausa di clima natalizio tra il venerdì sera (28 novembre con l’accensione delle luci ai Giardini Estensi, questa volta spostate sul patrimonio verde invece che sul “palazzo” (“budget in linea con lo scorso anno”, assicura la super-regista, la vicesindaca Ivana Perusin) e poi il sabato mattina, con l’unanimità delle forze politiche che approvava la seconda ondata di nomi che popoleranno il Famedio al cimitero di Giubiano; questa volta non ci sono stati limiti temporali, così che i ventitré insigniti vanno da illustri concittadini a cavallo del ‘900 (Giovanni Bagaini, Angelo Poretti, i coniugi Macchi, Carlo Maciachini, Enea Torelli, Felicita Morandi), a quelli più recentemente scomparsi come Alfredo Ambrosetti e Antonio Tomassini, tutti selezionati dalla Commissione presieduta da Francesca Strazzi. Ma è durato poco.
Poi la bomba, con la Lega che, denunciando la “mancanza di dialogo” da parte della maggioranza, minaccia di presentare oltre 2000, dicasi due mila, emendamenti al progetto di Bilancio che, insieme con il PGT, è l’atto più qualificante della amministrazione. Il tutto a un anno e mezzo dalle prossime elezioni. I due mila emendamenti presentati da un gruppo con 5 consiglieri, si confrontano con i 5700 che nel loro insieme maggioranza e minoranza hanno preannunciato in parlamento. Ma in parlamento si lavora per ridurli a 414, nel momento in cui scriviamo.
Il vice capogruppo della Lega, Stefano Angei a RMFonline ha ribadito che “il nostro compito è politico e amministrativo. Con la nostra decisione, ora la palla è rimandata nel campo della maggioranza. Valuteremo quale sarà la sua mossa: se lavorare per un accordo o per la contrapposizione a oltranza ”, doppiato dalla capogruppo Barbare Bison (“Tocca ora alla maggioranza la prima mossa”). In una rapida conferenza stampa, da parte del gruppo leghista é venuta la chiara accusa di “assenza di dialogo” nei confronti della maggioranza che sostiene il sindaco Davide Galimberti. Maggioranza che si sta preparando per l’eventualità di una maxi-seduta del consiglio comunale (anche per 20 giorni consecutivi), pur dovendo fronteggiare le perdite di tempo ed economiche. Ogni emendamento dev’essere, verbalizzato, archiviato, con conseguente dispendio amministrativo-burocratico.
In qualche misura si tratterà: nel regolamento comunale, nota Angei “non c’è la ghigliottina” ovvero il meccanismo che c’è in Parlamento per contingentare lo spazio per gli emendamenti, ma, secondo un’indagine che abbiamo compiuto, c’è una norma (art 67) che indica quali emendamenti sono “inammissibili”, e molti dei duemila sono considerati “fotocopia” non pertinenti, o puramente lessicali, tuttavia l’istruttoria per registrali, anche senza arrivare al consiglio sarebbe laboriosa.
Premettiamo che la legge che disciplina l’elezione dei consigli comunali e dei sindaci, benché spesso citata come esempio di efficienza, è in realtà una delle più avverse al confronto. Chi vince prende tutto. In un Comune tra i 30 e i 100 mila abitanti, che è anche capoluogo di Provincia, la maggioranza (grazie anche a un premio elettorale) ha 20 consiglieri e la minoranza 12. Assessori e sindaco non votano in consiglio ma solo in giunta. La conseguenza è che la maggioranza talvolta ha dato la sensazione di “tirare diritto”. Ben difficilmente la minoranza può “indirizzare” il dibattito, ma non si è molto discostata da temi prevedibili e fin scontati, come quelli della sicurezza, peraltro solo limitatamente di competenza comunale o la gestione dei parcheggi. Insomma, se la minoranza e lo stesso consiglio contano poco nei comuni, dove Sindaco e Giunta hanno un ruolo dominante, è anche vero che l’opposizione sin qui poco è intervenuta su temi qualificanti e deve giocarsi qual che resta avanti: bilancio e PGT. Non a caso ha preso una dura posizione cogliendo affermazioni della rettrice dell’Insubria Maria Pierro, piuttosto tardive, sulla destinazione dell’ex caserma Garibaldi, prossimo polo culturale comunale. Il problema della minoranza di centrodestra è che la destinazione dell’ex caserma fu presa nel 2014, con sindaco leghista (Fontana) e Presidente della Regione (Maroni) pure. Né si sarebbe aspettata che l’opera fosse realizzata e quindi inaugurata (peggio ancora) dal centrosinistra. Lo scorso anno ci avevano provato sostenendo la destinazione uffici, quest’anno con quelle dell’Università. Lega e altri consiglieri della minoranza, a luglio si erano resi protagonisti (questa volta) insieme di una clamorosa protesta abbandonando l’aula lamentando l’assenza della maggioranza in sedi di Commissioni consiliari e la gestione troppo “direttiva” del sindaco Galimberti.
L’azione non coordinata della Lega questa volta crea (forse soprattutto) anche imbarazzo nel centrodestra, tanto che il capogruppo di Fratelli d’Italia, Salvatore Giordano, un passato di amministratore alle spalle, ha manifestato forti perplessità verso questa azione di sbarramento, che mira a minacciare un blocco prolungato all’amministrazione comunale, così come l’azione sollevata per provocare lo stop dei ristorni dei frontalieri ai comuni, sempre sostenuta dalla Lega, equivale per Varese ha una perdita secca di circa 4 Miliardi. In previsione delle elezioni del 2027, la lega, che oggi ha molti più consiglieri (5 contro 2) di Fratelli d’Italia, ma ha molti meno voti (11,7 contro 27,8% alle europee) deve anche vincere – proprio nel suo feudo natale – il suo vecchio primato, per giustificare una candidatura a sindaco. I giochi sono ancora aperti e qualunque cosa avvenga, per la ricerca di visibilità politica, l’anno che ci aspetta non sarà privo di asperità e di sorprese.
I nomi dei 23 inseriti nel famedio (secondo gruppo)
- Ambrosetti Alfredo Imprenditore 1931-2025.
- Bagaini Giovanni Giornalista, Editore 1865 – 1940.
- Bassani Luigi Ingegnere, Imprenditore 1912-1968
- Ferrari Carletto Militare, Partigiani 1919-1945
- Frattini Angelo Scultore 1910-1975.
- Genoni Rosa Stilista, attivista, docente 1867-1954
- Maciachini Carlo Architetto. 1818-1899
- Macchi Giulio Ingegnere e imprenditore Industria Aeronautica. 1865 – 1935
- Missoni Jelmini Rosita Stilista, imprenditrice e creativa 1931 – 2025
- Montoli Ermanno Medico 1928-2016.
- Redaelli Ernesto Editore, 1918-2000.
- Trombetta Dante Imprenditore, 1928 – 2010
- Francesco Luigi Prevosti Imprenditore 1897-1989
- Tommasini Antonio Medico e politico 1943- 2025
- Macchi Giuseppe (Claudio) Comandante Partigiano 1921-1998
- Macchi Silvio Benefattore 1858 – 1924)
- Macchi Zonda Emma Benefattrice 1873 – 1912
- Marrone Calogero Eroe e funzionario pubblico 1889-1945.
- Minonzio Antonio Angelo Imprenditore 1930-2022.
- Morandi Felicita Scrittrice, educatrice cronista 1827 – 1906.
- Ossola Mario Medico e politico. 1921-1986
- Poretti Angelo Industriale 1829 – 1901
- Torelli Enea Ingegnere 1845 – 1919