
Lo stadio intitolato al grande Franco Ossola compie 90 anni e Varese lo celebra con una serata che promette di essere memorabile, in programma alla Sala Montanari, in via dei Bersaglieri, martedì prossimo 9 dicembre con inizio alle 18.45.
L’iniziativa reca la firma di Vito Romaniello, ora direttore di Giocabet TV, il giornalista che da tempo ha raccolto da Franco Giannantoni (autore nell’ormai lontano 1966 del volume “Cinquant’anni di calcio a Varese”, realizzato con il fondamentale contributo grafico di Ettore Mocchetti) il compito di raccontare la storia del calcio di casa nostra. Un compito già assolto anni fa, nel 2010, in occasione del centenario della società biancorossa, celebrato con un libro di 650 pagine intitolato “100 volte Varese”.
Alla serata del 9 dicembre (ci saranno naturalmente il sindaco Galimberti e l’assessore allo Sport Malerba) sono stati invitati molti campioni del passato e non c’è dubbio che Varese abbia visto di scena sul palcoscenico di Masnago tanti giocatori, allenatori e dirigenti che, prima e dopo la loro milizia biancorossa, hanno saputo scrivere pagine importanti anche a livello nazionale e internazionale.
Non mancherà naturalmente una pagina dedicata al ciclismo, affidata a un altro storico di rango, Sergio Gianoli, perché il velodromo dedicato a Luigi Ganna rappresenta un unicum con il campo di gioco e, se vogliamo, anche con la pista di atletica leggera che però, per caratteristiche, non poté mai essere sfruttata a dovere. Sarà infine presente anche una rappresentanza degli Skorpions, società di football americano che ha fatto dello stadio “Franco Ossola” la sua casa.
Essenziale per la buona riuscita della serata il contributo di Rete 55 (molti i filmati d’epoca in programma) e di Varese Sport, realtà con le quali Vito Romaniello ha a lungo collaborato.
In realtà, il compleanno dello stadio di Masnago cadrà il giorno prima, l’8 dicembre. È infatti l’8 dicembre 1935 che la Varese Sportiva, partecipante al campionato di Prima Divisione, scende in campo per la prima volta sul terreno di Masnago, uscendo sconfitta (1-2) al cospetto del Dopolavoro SIAI.
Il debutto della squadra affidata a “Zizì” Cevenini III, giocatore e allenatore, sarebbe dovuto in realtà avvenire il 17 novembre ma il maltempo aveva costretto a rinviare la sfida in calendario con la Gallaratese.
Il 24 novembre si disputano nel nuovissimo impianto due partite amichevoli: la Varese Sportiva B affronta il Gavirate e successivamente la squadra A, quella dei titolari, se la vede con il Dopolavoro Bagnagatti.
Ma lo Stadio del Littorio, come si chiama il nuovissimo impianto (siamo in piena epoca fascista), viene inaugurato l’8 dicembre con una gara ufficiale di campionato ed è giusto citare, sempre per la Storia, la formazione schierata quel giorno; Cajelli, Galimberti, Baranzelli, Oldani, Santini, Mauri, Guidali, Giuliani, Brusa, Cristina e Ambrosetti. Autore del primo gol varesino nel nuovo stadio è Cristina che, tuttavia, non basta a evitare la sconfitta.
Sorprendono, ripercorrendo la storia narrata da Franco Giannantoni, soprattutto i tempi di realizzazione dell’opera: <Il 3 gennaio del 1935 – racconta infatti Giannantoni nel suo libro sui primi cinquant’anni di storia del calcio varesino – l’Ufficio tecnico comunale presenta un progetto che prevede un campo di metri 65 x 105, pista di corsa a piedi di metri 400 a cinque corsie e pista ciclistica di metri 450. Prevista pure un’area di parcheggio di undicimila metri quadrati; l’area totale è di metri quadrati 62.376. I lavori sono condotti dall’Impresa De Grandi e e il rettangolo di gioco è con condutture centrali e con drenaggi>.
Ciò significa che i lavori vengono completati in poco più di 10 mesi, pur considerando il fatto che, oltre al campo da gioco, c’è soltanto una piccola tribuna.
Nel 1945, alla fine della guerra e con la caduta del Fascismo, lo stadio cambia denominazione e diventa semplicemente Stadio di Masnago, per poi essere dedicato a Franco Ossola, morto nel maggio 1949 a Superga, il 3 settembre 1950 (lo ricorda un cippo deposto proprio in quella data).
Nel corso degli anni, a fronte delle mutate esigenze della squadra che nel 1964, nel segno di Giovanni Borghi, ottiene la prima storica promozione in serie A, lo stadio di Masnago vede più volte modificata la sua struttura ricettiva che arriva a contenere sino a un massimo di 23.000 spettatori (limite più volte superato, perché a quei tempi il concetto di sicurezza non certo quello di oggi). Tra il 2010 e il 2015, nelle cinque stagioni trascorse in serie B, gli ultimi scampoli di gloria del calcio biancorosso che poi, tra mille difficoltà, va a occupare solo posizioni di rincalzo.
Ma nella serata del 9 dicembre alla Sala Montanari scopriremo sicuramente qualcosa di più…