Cultura

MYSTERIUM LUNAE

RENATA BALLERIO - 05/12/2025

Come è bella la luna di dicembre/ che guarda calma tramontare l’anno./Mentre i treni si affannano si affannano/ a quei fuochi stranissimi ella sorride. Gli essenziali versi di Sandro Penna colgono con intensità la calma indifferenza di Selene, la luna piena, già cantata da Leopardi, verso il nostro affannarci. Ma la luna di dicembre sembra sintetizzare con maggior potenza quello che lei ogni mese ci ricorda. Le fasi lunari sono – a pensarci bene – metafora della vita: il novilunio, la nostra nascita, la luna crescente, la nostra giovinezza, il plenilunio e il momento calante. Insomma il naturale percorso di ogni essere vivente.

La luna di questo dicembre è davvero speciale, come lo è stata tra la notte tra il 4 e il 5: una “super luna” per luminosità e grandezza. E se saremo stati con il naso all’insù inevitabilmente saremo entrati nell’avvolgente vortice delle mille emozioni e pensieri: l’incanto della lunare luce perlacea, il fascino, l’eco di poesie, i simboli associati, come la femminilità accogliente, la fertilità. E magari, essendo alla festività del 7 dicembre, avremo ripensato alla teologia lunare che Sant’Ambrogio ripresa da Origene.

L’agostiniano Rocco Ronzani in un prezioso libricino del 2016 ha scritto come sia attuale una delle immagini ecclesiali care ai Padri, ossia quella della Chiesa come Luna, il mysterium Lunae. Da leggere le sue considerazioni. ” L’astro minore”- afferma – ” quello che illumina il mondo immerso nelle tenebre per virtù del Sole, immagine di Cristo, ci vuole ricordare la funzione vicaria della Chiesa illuminata da Cristo e che solo in lui trova il senso della sua esistenza nel mondo e la forza per essere fiaccola che nella storia illumina gli uomini e le donne chiamati ad essere una cosa sola in Cristo”. Parole potenti per i credenti e per tutti i pensanti che magari cercano affannosamente il senso della vita e continuano a interrogare nel buio dicembrino “la casta diva”.

E senza essere “lunatici” possiamo permetterci di fare uno sbalzo non umorale ma culturale, ricordando una poesia, Luna d’inverno, di Maria Luisa Spaziani, nata il 7 dicembre, la modernissima e dotta poetessa che a soli diciannove anni dirigeva la rivista culturale, Il dado. Non sono per alcuni critici i suoi versi più belli ma magicamente evocativi. Con sensibilità femminile da una dimensione intima sa cogliere un bagliore d’eternità. La luna va oltre le nostre sponde, oltre le magre stagioni. E così l’indifferenza del nostro satellite diventa significativamente una lentezza in contrasto con i sonni veloci.

Luna d’inverno che dal melograno per i vetri di casa filtri lenta sui miei sonni veloci, di ladro…Ma proprio la luna, insegna d’oro e desco incorruttibile splenderà lieta e permetterà di rivedere ad uno ad uno visi altrimenti cancellati da un turbine crudele.

Davvero speciale la luna di dicembre, luna fredda per gli antichi indiani, capace, però, di illuminare anche le ombre della nostra anima. In fondo, anche se ben informati da astronomi e scienziati che hanno calcolato che la prossima super luna, grande per i nostri occhi e meravigliosamente brillante, sarà a novembre del 2026, continuiamo a rimanere stregati dal suo misterioso fascino. Mysterium lunae per tutti.