Abbiamo già in altre occasioni avuto modo di chiarire il concetto di One Health ormai condiviso da tutto il mondo scientifico.
Con esso si intende che la vera salute dell’uomo su questa terra è globale e coinvolge quindi in modo ampio ma decisivo anche il mondo animale e l’ambiente che ci circonda.
Non si può quindi pensare ad una sanità umana se con collegandola ed allargandola al mondo animale tenendo presente come la salute di quest’ ultimo, in modo diretto od indiretto (produzioni agroalimentari), possa poi interferire sulla nostra.
Non solo ma la vale anche la pena di ricordare come dal punto di vista economico la catena produttiva alimentare, legata all’allevamento del bestiame, ha un impatto in generale, e in alcune zone addirittura basilare.
Nemmeno va dimenticato come ormai gli animali domestici abbiamo riempito le nostre case ed i nostri ambienti condivisi per cui è determinante essere a conoscenza di ogni eventuale problema sanitario che questa vicinanza possa creare.
Bastano questi due grossi filoni per rendersi conto quanto il benessere animale in realtà è un nostro benessere ed esattamente quindi come facciamo per quello umano, una salvaguardia del patrimonio zootecnico tramite programmi di sorveglianza, prevenzione, controllo ed eventuale eradicazione delle malattie del mondo animale, sia determinante per tutti noi.
Esistono quindi nel nostro Paese (come nel resto dell’Europa) delle procedure di monitoraggio della situazione che hanno lo scopo di individuare nel modo più rapido possibile gli eventuali patogeni animali prima che possano espandersi in modo endemico e pericoloso per la salute pubblica.
Questa attività viene fatta utilizzando mezzi di diagnosi delle malattie animali, eliminazione e smaltimento di quelli infettivi/positivi ai controlli, attività ove possibile di prevenzione, vaccinazioni e rimborsi agli allevatori eventualmente colpiti.
Vi sono poi misure di controllo condivise a livello europeo nei confronti di malattie infettive altamente contagiose e diffusibili che prevedono attività di controllo, operatività ed emergenza, tutte volte a fronteggiare in modo rapido le malattie per evitarne la diffusione.
È stata prevista anche la possibilità di una contribuzione finanziaria europea per quegli stati coinvolti in situazioni patologiche particolarmente pericolose ed è previsto un supporto economico anche per piani mirati di sorveglianza e monitoraggio del mondo animale.
In Italia tutto ciò avviene grazie alla collaborazione tra Ministero della Salute, Commissione Europea, Regioni, Asl ed Istituti Zooprofilattici Sperimentali.
In generale alcune malattie animali sono molto importanti perché possono essere rapidamente diffusibili e pericolose per la nostra salute e, come accennato prima, per la nostra economia.
Per fare qualche esempio probabilmente noto a molti per notizie comparse sulla stampa nazionale c’è la peste suina africana, l’afta epizootica per quanto riguarda suini, bovini, ovini e caprini.
Arterite virale per gli equini, malattie molto pericolose per i pesci e quindi il loro allevamento come la setticemia emorragica virale, patologie aggressive per le api (ben noto quanto siano importanti per noi umani) come la varroatosi o la tropilaelaps, la rabbia per i canidi o la malattia emorragica virale per i conigli.