L’occasione è ghiotta: giustizia e sicurezza – non occorre essere grandi analisti politici – saranno uno dei temi “caldi” delle elezioni amministrative l’anno prossimo. Sull’argomento, si sa, non si va tanto per il sottile quanto alla ripartizione delle competenze tra organismi statali e della polizia locale (già la querelle sulle pattuglie miste con i militari nell’operazione “Strade Sicure” è un… buon indice del dibattito). A Varese l’occasione è ancor più marcata con la nomina in questi giorni della nuova presidente del Tribunale, Mariolina Panasiti, che torna in città dopo diversi anni trascorsi in altre Procure, occupandosi anche di casi mediaticamente rilevanti. Grande lavoratrice, prenderà possesso effettivo della funzione tra un mese circa. Avrà sicuramente da occuparsi di non facili problemi organizzativi.
Cominciamo con il primo aspetto. La sensazione di sicurezza e l’incidenza dei reati. La lunghissima (oltre 400 pagine) relazione che accompagna l’avvio dell’Anno Giudiziario, aperta con chiari riferimenti critici alla legge di riforma costituzionale dell’Ordinamento della Giustizia (si voterà al referendum tra un mese e mezzo) ha anche corpose sezioni dedicate ai “circondari” di competenza della nostra provincia, parte con altre del Distretto di Milano. Doverosa premessa: anche se la relazione è quella formalmente del 2026, è aggiornata nella sue tabelle, se va bene al 2024 (giugno), quando non all’anno precedente. Non è quindi una fotografia aggiornatissima, ma almeno se ne comprendono i trend, anche in chiave comparativa.
Il Tribunale di Varese ha competenza su 98 Comuni per un totale di 415 mila abitanti, e, capoluogo a parte, nessun comune supera i 20 mila abitanti (i maggiori sono Tradate e Malnate). Il Tribunale di Busto Arsizio è competente per una zona che comprende 56 comuni, alcuni dei quali, oltre alla stessa Busto, sopra i 30 mila abitanti (Legnano, Gallarate, Saronno, Parabiago). Se Varese ha la tipologia di reati più associabile a realtà rurali e di confine, Busto Arsizio deve vedersela con un ambiente nel quali ci sono Malpensa e gran parte della base industriale, nel triangolo allungato Gallarate-Busto Arsizio-Legnano. Inevitabile quindi una maggiore concentrazione dei reati di natura economica presso questo Tribunale.
Tornando alla sollecitazione iniziale come stiamo con i reati che, a torto o a ragione, rappresentano maggior allarme sociale? Ricordiamo che i numeri riguardano i reati denunciati e quindi iscritti a ruolo, compresi quindi quelli che si concludono con un proscioglimento o escludendo quelli magari “segnalati” ma che vari motivi (futilità, complessità, rischio conseguenze ecc) non danno luogo ad una denuncia. Detto questo, abbiamo provato a fare un confronto con i tribunali vicini e con quello di Milano, per quanto riguarda i reati contro la persona. Se Milano (che oltre al capoluogo comprende altri 74 comuni per complessivi 2,47 milioni di abitanti) detiene alla grande il record dei reati di natura economica, oltre che di quelli alla persona, Varese ha un non invidiabile record dei reati di quest’ultima categoria: 24,1 ogni 100 mila abitanti, contro i 12,3 di Busto Arsizio, i 12,5 della vicina Como, i 37,6 di Milano. Sempre nella tipologia dei reati da “allarme social”, possiamo includere anche quelli che riguardano il patrimonio (tra questi il furto in abitazione), che però sappiamo non sempre concludersi con una denuncia in tribunale. Comunque i numeri, sempre per 100 mila abitanti, sono questa volta 21,4 per Varese, 15,5 per Busto Arsizio, 16,3 per Como, ben 72,6 per Milano, che risente della vulnerabilità della metropoli, inutile negarlo, e che condiziona così il distretto (6,7 milioni di abitanti: in pratica tutta la Lombardia occidentale) portandolo a 43 reati ogni 100 mila abitanti.
Concludiamo con le considerazioni sull’organico. Per quanto riguarda i magistrati “togati”, le carenze sono significative ma non drammatiche: a Busto Arsizio mancavano nel 2024 5 magistrati su 36 (14%) mentre a Varese non ci sono particolari vuoti (14 su 15 presenti), ma con segnalati trasferimenti nel penale. Un disastro si annuncia invece per i Giudici Onorari: a Busto Arsizio presenti solo 3 su 7 e a Varese 2 su 11 previsti quindi con tempi biblici dei contenziosi
Se si considerano i cancellieri, motore del funzionamento delle udienze, vien da dire: spegni la luce e andiamo a casa. A Varese mancavano 10 cancellieri su 13 e a Busto Arsizio, oltre alla carenza dei cancellieri (10 su 24, in peggioramento) si segnala quella degli Ausiliari, dove ne mancano (o mancavano) 12 su 15.
Fare lo slalom nel mare di numeri e tabelle della relazione non è agevole, ma se ci proviamo forse riusciamo a capi quali sono i nodi da affrontare. E ragionare su come gestire una materia complessa e delicata. Senza cadere negli slogan. Difficile, ma non impossibile.