Editoriale

FIGLI DI MARTE

MASSIMO LODI - 06/03/2026

Irrilevanti e divisi. Noi italiani, di fronte all’attacco d’Israele-Usa all’Iran.

Irrilevanti (1) perché tenuti all’oscuro del piano, tanto che il ministro della Difesa stava dov’era meglio che non fosse, a Dubai. Ma come: Meloni vanta un asse privilegiato con Trump e Trump dice zero a Meloni sulle bombe che, col pappaeciccia Netanyahu, sta per lanciare su Khamenei e la compagnia dei pasdaran? Qualcosa funziona male, nel gran bene che si vogliono Italia e Stati Uniti.

Divisi (2) perché non c’è volta, nelle emergenze, in cui si profili uno straccio d’unità nazionale. Saputo dell’assurda guerra esplosa, sarebbe l’ora dello scudo patrio. Figuriamoci. Si capisce che l’opposizione chieda alla maggioranza news, chiarezza, intenti. Non si capisce che chieda, tramite la sua componente M5S, le dimissioni di Crosetto, il citato ministro sorpreso (acci!) dagl’infausti eventi in terra araba. Ok critiche, biasimo, ironia perfino. Ma basta lì, come si dice dalle parti piemontesi del Malavventuroso. Chiederne la rimozione, in un simile momento, è autolesionismo tricolore (al pari del reciproco dileggio Tajani-Conte, tipo Celentano-Pozzetto in Lui è peggio di me).

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Irrilevanti e divisi. Noi occidentali di fronte all’attacco d’Israele-Usa all’Iran.

Irrilevanti (1) se ci consideriamo degli occidentali diversi dai concittadini di Netanyahu/Trump. Ne condividiamo i valori di democrazia, libertà, giustizia. Non i metodi della spicceria bombardiera, armiamoci e alé, chi vivrà vedrà. Chi vivrà vedrà, appunto. Tanti, pochi? Ah, saperlo. Alla faccia del pazientismo diplomatico, qui s’è avviata una macchina funerea di cui sono ignoti il percorso d’insieme, le tappe una ad una, il traguardo finale. Ordigni di luce nelle tenebre d’una strategia. Quale strategia? Sostituire un regime con un altro? Esportare all’Est del mondo i pilastri ideali dell’Ovest? Difendersi così da non venir attaccati o attaccare pur se successivamente obbligati a difendersi, e chissà dove, fino a quando, da quali terrorismi? Usare la politica estera a scopo di vantaggio in politica interna, sia l’Americano sia l’Israeliano, risultando entrambi a corto di favore popolare?

Divisi (2) nel rispondere ai menzionati interrogativi. Con un’inquietudine particolare: la spaccatura non dovrebbe riguardare, se non altro/altri, almeno l’Ue: ventisette Stati in uno. Già una parola concordante, che da lì venisse, aiuterebbe il discorrere pratico con l’alleato Maga e il suo sodale privilegiato in Medio Oriente. Ma la parola non viene. Piuttosto, vengono i sospetti di tizio verso caio, caio verso sempronio eccetera, nel ricordo di feroci/storiche ostilità continentali. Sorprendente che non prevalga la valutazione economica, illa saltem, essa almeno. Ci converrebbe, data la sberla in denaro che paghiamo e pagheremo alla sconfitta di sua eccellenza La Negoziazione. Ma non sembra, boh, argomento persuasivo. Segue fatalismo. Inevitabile: cos’altro, se pèrdono ragione, etica, humanitas? Purtroppo -lo scrisse giusto un americano, James Hillman, genio della psicologia- siamo tutti figli di Marte. Anche quelli che ignorano d’esserlo: i Martiri, materiali-virtuali.