A che cosa servono i convegni? Sono possibili risposte varie come vari sono i convegni. Per chi sostiene che non servono a nulla vale la pena raccontare un recente convegno organizzato dall’Insubria. O meglio la storia del progetto dedicato a Guido Morselli, bolognese ma ben presente nel territorio varesino. Lo scrittore, ” uno degli autori più misteriosi, ignorati, poi riscoperti e infine iper-valutati del nostro secondo Novecento”- come è noto- visse tra Gavirate e Varese e morì nel 1973. Le relazioni tenute nell’aula magna dell’Insubria in Via Dunant il 31 ottobre rappresentano una tappa di un lungo percorso. Iniziato con il convegno del novembre 2023, in occasione del cinquantesimo della morte di Guido, terminerà, per ora, il 15 novembre presso la sala a lui intitolata nella biblioteca civica di Varese, quando una classe dell’istituto Daverio Casula Nervi presenterà un podcast dal titolo, “Oltre il rifiuto. Guido Morselli”. Un modo per far conoscere attraverso lo sguardo e la sensibilità di un diciassettenne di oggi non solo lo scrittore ma l’uomo Morselli. Un podcast da sentire sia da chi apprezza la scrittura e i temi morselliani sia da chi deve scoprirlo. Gli omaggi di questo 2025 non sono casuali, visto che proprio dal 1975 si intensificarono le pubblicazioni postume dei suoi romanzi, per anni drammaticamente rifiutati da vari editori.
Ne è prova Contro-passato prossimo, scritto tra il 1969 e il 1970, raro esempio di romanzo storico costruito sull’ucronia. L’alternativa storica proposta dal geniale ed eclettico Morselli era rappresentata dall’ipotesi che al termine della prima guerra mondiale l’impero austro -ungarico fosse il vincitore.
Giustamente a Varese dal 2023 al 2025 non solo convegni celebrativi ma un fecondo laboratorio di idee, frutto di un significativo Work in Progress e di una stretta collaborazione tra l’Università Insubrica e le scuole superiori per un progetto denominato MoOnlife – Morselli Onlive, che ha avuto lo scopo di valorizzare l’opera dello scrittore, utilizzando un interessante e innovativo – almeno per l’Italia – modello pedagogico-didattico. Service Learning – così si chiama- permette agli studenti di imparare scoprendo e di mettere al servizio della comunità il loro lavoro. Lo hanno fatto molti studenti per un concorso, collegato al progetto.
Vincitori sono risultati quelli dell’istituto Casula-Daverio- Nervi e dell’Isis Valceresio. Un bel modo di fare scuola di cui poco si parla. Se i giovani con i loro insegnanti si sono messi in gioco per conoscere e far conoscere Morselli, è, ora, doveroso per i cittadini conoscere il loro lavoro e scoprire la ricchezza del coltissimo scrittore. Dalla sua morte, drammatica conclusione di quel sentirsi rifiutato e incompreso, molti studi hanno fatto luce sull’universo della sua opera, anche grazie al lavoro della varesina Linda Terziroli. And last but not least il libro ” Dizionario dietetico” pubblicato quest’anno dall’Editore Ronzani e curato dalla professoressa Elena Valentina Maiolini, docente all’Insubria e studiosa appassionata di Morselli, fulcro del convegno del 31 ottobre. “Il carattere divulgativo con cui è stata concepita questa opera di Morselli la rende – come si legge nella presentazione – particolarmente interessante ai fini della ricostruzione, non solo di una personalità complessa ma anche di un periodo della storia sociale e di costume, quello degli Cinquanta, in cui il cibo è un fenomeno rilevante”. Tutte le relazioni, da quella del professor Enzo Laforgia alla docente Laura Facchin, da Eleonora Trezzi a Giole Cristofari, che ha intitolato il suo intervento “L’ultimo sorso di cognac “, hanno permesso di scoprire in Morselli, scrittore per molti troppo intellettuale, una sorprendente ironia. Giustamente al termine del convegno con l’aperitivo preparato dagli studenti del De Filippi si è brindato a questa opera del 1956 di Morselli e rimasta inedita fino ai giorni nostri. E un brindisi doveroso ad un coinvolgente convegno.