Editoriale

RADIO DI SOLE

MASSIMO LODI - 07/11/2025

Enrico Bonisolo

Ognuno sta solo sul cuor della terra, trafitto da un raggio di sole. Ma non sempre (poeta, dimitte nobis) è subito sera. Tantomeno se invece del raggio di sole parliamo, su autorizzazione di Quasimodo, d’un immaginifico radio di sole. Cioè -caso particolare, e tuttavia simbolico- della radio che è luce, abbaglio, splendore. Senza esagerare: quando la passione, anzi la vocazione, chiama, si può vedere-dire-scrivere di tutto. E specialmente quando il sogno si tramuta in realtà.

Molte grandi storie han vissuto una fantasticheria  così. Anche molte piccole storie. Con l’avvertenza: non esistono piccole storie, semmai piccoli attori. E spesso i piccoli attori si rivelano grandi, disegnando a sorpresa le storie che li riguardano. Una riguarda noi, il micromondo di RMF. Anzi, riguarda lui, al secolo Enrico Bonisolo, classe ’64, gallaratese, in origine tecnico specializzato a riparare impianti di trasmissione, poi factotum, esecutore di mansioni varie, personalità-simbolo di Radio Missione Francescana.

Ne parliamo perché Enrico ha fatto trenta. Trent’anni al servizio della comunicazione cattolica varesina. Trent’anni d’impegno, competenza, garbo. Lui ha preso in parola la testata: Missione lo chiamava e missione ha risposto. Faceva un altro lavoro, inizio anni Novanta, ascoltò un giorno per caso la sconosciuta/pionieristica radio locale, s’incuriosì, chiese e ottenne di collaborare allestendo un programma musicale assieme a un amico. Poteva rappresentare l’inizio e la fine: quello era e quello sarebbe rimasto, un’opera di volontariato. Invece padre Ferruccio Consonni e padre Gianni Terruzzi gli proposero il di più. E che di più: occuparsi dell’organizzazione tecnica aziendale, in toto. Accettare, non accettare?

Accettare senz’altro. Enrico scelse il rischio, mettersi in gioco, uscire dal certo -aveva un’occupazione sicura- per affrontare l’incerto. In fondo, anzi in principio, un’opzione evangelica (Matteo): non farsi sfuggire le ore. E inoltre un’esortazione letteraria (Tamaro): va’ dove ti porta il cuore. Il cuore lo portava all’obbedienza del suo sentiment, ed Enrico gli diede retta. Eccola, la preziosa lezione d’una bella avventura editoriale. Devi credere in te stesso, fidarti del tuo tic emozionale, vedere gli ostacoli come opportunità, non come penalizzazioni. Ad impossibilia nemo tenetur, si dice nel Digesto giustiniano. Però, qual gusto speciale contraddirvi, sapendo che una forza, spirituale misteriosa affascinante, ti sostiene.

Enrico lo assapora -senza badarvi, essendo persona umile- dal giorno in cui disse di sì alla coppia Consonni/Terruzzi. E ha continuato a non dir di no a ogni chiamata sia routinaria sia emergenziale, diventando bongré malgré un totem, il totem, dell’info-pop di RMF. Così, a fari spenti, non dandola a vedere, però facendo sentire, e come no, la sua rassicurante/familiare presenza. Esiste un problema? Chiama Bonisolo, sarà la tua salvezza. Certo, senza la esse maiuscola, eppure tante volte la seconda s’identifica con la prima. Ma che scherzi tirano le onde, lassù nell’etere limpido, quaggiù nel mare burrascoso della quotidianità.