Non sono una persona che ama particolarmente i social. Anzi. I miei amici di partito generalmente mi prendono in giro per questo e vorrebbero una mia presenza diversa e costante fatta di video e dichiarazioni. Ma io non penso, forse sbagliando, di dovermi snaturare ed essendo un “dinosauro” della politica preferisco sempre carta e penna (oggi pc) per rappresentare al meglio il mio pensiero e socializzare delle idee.
Ebbene, qualche settimana fa, abbiamo inaugurato in via Maspero 20, nella palazzina di proprietà del Comune, il progetto DesTEENazione. Non voglio qui raccontare come sono stati ristrutturati i locali, come sono stati recuperati e come è cambiato lo spazio.
Quello che vorrei, tuttavia, evidenziare e socializzare è il “pensiero” che sta alle spalle di questo progetto e di questo nuovo spazio che arricchisce l’offerta per gli adolescenti della nostra città.
Faccio due brevi premesse. La prima. Nel nostro Paese, in questo momento, se ci fate attenzione, si sta fortemente sviluppando una “cultura” ed una “modalità” di intervento per tutto ciò che riguarda il mondo minorile, adolescenziale e giovanile che assomiglia sempre di più alla logica del solo “tintinnare di manette” dove, a fronte di situazioni anche gravi, queste non vanno nascoste, si risponde con l’ampliamento della gamma dei reati. E, contemporaneamente, si assiste allo scatenarsi di una certa pubblica opinione che ben volentieri oltre alle manette vorrebbe la “fucilazione” immediata dei rei. Opinioni ampiamente alimentate ad arte da una certa politica alla ricerca del consenso in maniera spregiudicata. Insomma, per farla breve, si percepisce un diffondersi senza freni di quella cultura che vede solo nello slogan “legge ed ordine” la soluzione dei problemi di devianza giovanile che riguardano il nostro Paese.
Seconda premessa. Noi, dei Servizi Sociali, ma in questo siamo certamente sostenuti anche dai miei colleghi di Giunta oltre che dal Sindaco Galimberti, crediamo nella possibilità che si possano imboccare altre strade per affrontare questi problemi, il che non vuol dire affatto negarli o sottovalutarli, ma significa aver un approccio diverso e diversificato che punti essenzialmente alla prevenzione e alla possibilità di interventi concreti in grado di intercettare le fragilità dei minori, le debolezze delle famiglie prima che sia oltrepassata la “linea rossa” del convivere civile in una comunità e, soprattutto, crediamo nella possibilità di poter costruire percorsi educativi capaci di far si che nessun adolescente sia giudicato come già perduto irrimediabilmente o si senta abbandonato.
Così, da alcuni anni, abbiamo all’interno del cd “Piano di Zona” creato un tavolo permanente dedicato all’adolescenza, a cui partecipano buona parte delle realtà che lavorano con noi o che sono presenti in città e che si occupano di minori, adolescenti e giovani. Non solo. A questo tavolo poi partecipano le diverse Istituzioni del territorio. Ma attenzione. Il tavolo non è solo confronto costante sui problemi e sulle iniziative, è anche e soprattutto momento di elaborazione di progetti futuri, di idee da mettere a terra e ricerca di risorse economiche. Questo ultimo punto importante perché consente la collaborazione tra le diverse realtà presenti facendo rete e in epoca di risorse scarse questa modalità di lavoro insieme e non di concorrenza reciproca aiuta a fare massa critica oltre che a valorizzare anche le risorse umane presenti.
DesTEENazione è proprio questo. Quando il Ministero del Welfare è uscito con questo bando noi eravamo pronti a fare la nostra proposta progettuale e questa è stata valutata come la seconda migliore in tutta la Lombardia. E, dunque, noi oggi, abbiamo messo in campo in una logica di prevenzione, un luogo, uno spazio, ma soprattutto delle figure, educatori, assistenti sociali, psicologi in grado di supportare il progetto, di guidare i nostri adolescenti in percorsi di ascolto, di creatività, di maturazione e di crescita verso l’autonomia. Come? Attraverso le diverse attività, i laboratori, l’aiuto delle nostre equipe, di educatori di strada presenti nelle vie cittadine e nei comuni del PdZ, ma anche attraverso la partecipazione attiva delle ragazze e dei ragazzi nell’elaborare e nel costruire proposte. Con una attenzione anche a percorsi formativi e di inserimenti nel mondo del lavoro. Non solo. Avremo anche un occhio di particolare attenzione verso famiglie affinché dove non c’è spazio di dialogo questo si riannodi. Dove ci sono ferite queste si curino. Dove c’è distanza e incomprensione queste si riducano.
Insomma, per chi oggi, in queste settimane vedrà i grandi cartelloni pubblicitari con la parola DesTEENazione esposti nella nostra città, si lasci interrogare dallo slogan “Non uno spazio qualsiasi. IL TUO.” E questo perchè vogliamo che quello spazio diventi, giorno dopo giorno, uno dei luoghi dove gli adolescenti della nostra città possano sentirsi a casa, possano crescere e sviluppare, in sicurezza, le loro attitudini e la loro creatività. Perchè a nessuno di loro sia tolto il diritto di scrivere il proprio futuro.
Roberto Molinari Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Varese