Zic & Zac

MALPENSA SOTTOCOSTO

MARCO ZACCHERA - 08/05/2026

Nei giorni scorsi un Airbus A320-200 di ITA è atterrato a Malpensa. Vi chiedete dove sia la notizia? Presto detto: ITA (l’ex Alitalia) non atterra più da anni a Malpensa e il velivolo è infatti atterrato solo per una indispensabile manutenzione. Dopo aver costruito apposta Malpensa 2000 come hub di Alitalia (aeroporto che adesso è ufficialmente intitolato a Silvio Berlusconi, per la gioia dei tanti suoi detrattori) infatti la nostra (ex) compagnia di bandiera ha da anni cancellato questo aeroporto dai suoi piani di volo lasciando nelle mani della concorrenza “straniera” tutte le rotte intercontinentali ed internazionali. Un mercato immenso, ricco ma volutamente cancellato.

Mi sono sempre chiesto il perché di questa scelta sciagurata e tutta “romanocentrica” che ha anticipato non solo il concreto fallimento di ITA-Alitalia ora di fatto in mano ai tedeschi (che ovviamente volano da Malpensa) ma ha significato perdere una bella fetta di clientela anche “business” che non va certo in treno fino a Roma per imbarcarsi su aerei ITA. Non solo, fu detto di no a Lufthansa quando voleva fare di Malpensa il proprio hub meridionale concentrandovi tutte le partenze per il sud-est del mondo, che è così diventato oggi quello di Monaco-Zurigo.

Nel concreto, così, negli anni molte altre compagnie hanno scelto lo scalo lombardo ovviamente tutte straniere e che indirizzano la loro clientela verso altri hub, ovvero gli aeroporti di transito.

Prima della crisi in Iran, Emirates volava tre volte al giorno con l’Airbus 380 (che trasporta 500 persone su due piani) da Malpensa a Dubai, mentre Ita-Alitalia aveva cancellato il suo unico volo. Altro paradosso, l’unico volo diretto da Milano per tutti i paesi Sudamericani oggi è rimasto un vecchio aereo LATAM che parte da tanti anni a mezzogiorno, 6 giorni la settimana, per San Paolo del Brasile (sempre strapieno) l’unico collegamento diretto rimasto dall’Italia Settentrionale verso il Sudamerica.

E pensare a quando Alitalia volava 50 anni fa da Milano direttamente per il Brasile, il Venezuela, l’Argentina…

Ita-Alitalia ha perso o venduto gli slot (ovvero i diritti di partenza) impoverendosi e prosciugata dai debiti, indubbiamente cresciuti dopo anche per aver buttato via tutte le rotte “ricche” comprese quelle verso gli USA perché – incredibile – oggi non si può più volare neppure da Milano a New York se non con compagnie estere.

Pensate a quante occasioni perse per il nostro turismo, l’economia, lo sviluppo del “triangolo industriale” ma anche a quante responsabilità politiche – soprattutto di chi dice di voler difendere il “nostro” territorio – per non aver tutelato Malpensa che era davvero un ottimo biglietto da visita per tutto il Nord-Ovest italiano e in particolare per le zone più vicine, dal varesotto ai laghi prealpini.

L’assurdo, l’ironia ed il paradosso è che in questi mesi si vola su aerei “ITA-Olimpiadi Milano Cortina” con velivoli che non fanno e non hanno mai fatto scalo, neppure durante le Olimpiadi, nel più importante scalo aereo milanese.