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TOCCA A VINGEGAARD

CLAUDIO PIOVANELLI - 08/05/2026

Jonas Vingegaard all’O Gran Camiño 2023

Il Giro d’Italia è scattato anche quest’anno dall’estero, venerdì 8 maggio, scegliendo la Bulgaria, esattamente la città di Nessebar, come sua sede di partenza. È la sedicesima volta che la gara parte lontano dall’Italia: la prima avvenne nel 1965, da San Marino, l’ultima lo scorso anno, dall’Albania.

Dopo i primi tre giorni in Bulgaria, la “corsa rosa” arriverà in Italia, dove si ricomincerà a gareggiare da martedì 12 maggio in Calabria, dopo il primo giorno di riposo per consentire il trasferimento.

In programma ci sono complessivamente 3468 chilometri suddivisi in 21 frazioni (media 165,1 km a tappa) con un totale di 48.700 metri di dislivello.

Momenti topici della gara promettono di essere l’arrivo al Blockhaus (che storicamente ha sempre prodotto risultati interessanti) già nella 7a tappa, una frazione che misura ben 244 chilometri, e poi la cronometro di 42 chilometri tra Viareggio a Massa alla 10a tappa. Nella seconda settimana è prevista una frazione tutta elvetica con partenza da Bellinzona e arrivo a Carì. Poi ovviamente tutto sarà delegato alla settimana finale, con montagne a profusione (Cima Coppi sarà il Passo Giau, 2233 metri, nella 19a tappa) e gli spettacolari arrivi in salita ad Andalo, Alleghe e Piancavallo. Un traguardo di tappa è previsto anche a sul Lago Maggiore, a Verbania, il 22 maggio, con avvio di giornata da Alessandria.

Per la quarta volta consecutiva si arriverà a Roma, a conclusione di un’ultima settimana in cui le montagne la faranno ovviamente da padrone e in cui si deciderà l’esito finale.

Non ci sarà Pogacar, che dopo avere dominato la prima parte di stagione, si concede un meritato periodo di relax in attesa del Tour de France. La stella polare della corsa sarà dunque il danese Jonas Vingegaard, alla sua prima partecipazione al Giro d’Italia e determinatissimo a entrare nella ristretta cerchia dei campioni capaci di aggiudicarsi le tre grandi gare a tappe in carriera e, magari, Giro e Tour de France nella stessa stagione.

Vingegaard è spesso criticato per la sua presunta “avarizia” nel gareggiare e in effetti anche quest’anno, come quasi sempre, ha preferito disertare le corse di un giorno, che poco gli si addicono, per concentrarsi al meglio sulla preparazione al Giro d’Italia e, in prospettiva, al Tour de France. In realtà il danese vanta un curriculum di primissimo piano, da fare invidia a qualunque campione: nel suo palmares ci sono due Tour de France (2022 e 2023) vinti davanti a Pogacar, oltre a tre secondi posti, una Vuelta di Spagna (2023) e poi una lunghissima serie di successi in gare a tappe più brevi: Settimana Internazionale Coppi & Bartali (2021), Gran Camino (2023 e 2024), Giro dei Paesi Baschi (2023), Giro del Delfinato (2023), Tirreno Adriatico (2024), Giro di Polonia (2024) e Volta ao Algarve (2025); quest’anno Vingegaard si è già aggiudicato la Parigi-Nizza e il Giro di Catalogna.

Il Giro d’Italia, in particolare negli ultimi anni, ha spesso premiato corridori non di primissimo piano: basti ricordare, ad esempio, il successo di Simon Yates nell’ultima edizione e poi, andando a ritroso nel tempo, di Hindley (2022), Bernal (2021) e Geoghegan Hart (2020), solo per restare alle più recenti edizioni; parliamo comunque di corridori di elevatissima caratura, che garantiscono qualità alla corsa e anche incertezza circa l’esito finale.

Quest’anno le previsioni sono di segno un po’ diverso: troppo forte Jonas Vingegaard, che nel suo team, la Visma-Lease a Bie, sarà affiancato da compagni di esperienza e di classe come Kuss e Kelderman, oltre che dalla promessa Davide Piganzoli.

Chi può dare fastidio a Vingegaard, chi può insidiare il primato apparentemente già scritto del campione danese? A rendere ancora più solida la sua posizione ci sono state nei giorni scorsi le annunciate defezioni di Joao Almeida, Mikael Landa e Richard Carapaz. Allora la cosa migliore è affidarsi ai bookmakers che la sanno assai lunga… Vingegaard, dunque, è dato a una quota di 1,20 da quasi tutte le principali piattaforme di scommesse. A distanza ecco Giulio Pellizzari (6,00), poi l’austriaco Felix Gall (in media 15.00), il britannico Adam Yates (17,00), poi l’olandese Thymen Arensman (26.00) e il colombiano Egan Bernal (27.00). Più indietro il canadese Derek Gee e il nostro Giulio Ciccone, che peraltro non ha ancora deciso se puntare alla classifica o a qualche successo di tappa.

Significativo che si speri in Pellizzari per un podio che sfugge ai corridori italiani dal 2021, quando fu secondo Damiano Caruso.

Buon Giro a tutti!