Apologie Paradossali

FUORI CONTROLLO

COSTANTE PORTATADINO - 09/01/2026

(C)Altro che paradossi!  La realtà ci sta mandando fuori di testa. Emotivamente deve colpirci di più la tragedia di Crans-Montana, perché totalmente immotivata e persino imprevedibile, in uno Stato come la Svizzera che fa dell’ordine, della prevenzione e della repressione degli abusi un comandamento civile.

(S)Già, per esempio ad un mio amico anni fa appiopparono una multa di mille franchi per aver raccolto qualche fungo più del permesso. Non mi spiego come questa tragedia dell’incuria e dell’abuso sia potuta accadere, tanto più in un luogo-simbolo della ricchezza collegata al divertimento.

(O)Pur inconcepibile, questo tragico avvenimento a me suscita meno angoscia del biltz “amerikano” di stretta marca trumpiana destinato a porre fine al governo di Maduro in Venezuela. Non che amassi il populismo e le sciagurate repressioni Chavez-Maduriane; sono anche piuttosto convinto che avesse riconquistato il potere con brogli elettorali, ma trovo l’azione violenta e unilaterale condotta dagli USA dannosissima alla causa della democrazia e della libertà.  Sebbene i c.d. danni collaterali appaiano, al momento in cui scriviamo, relativamente limitati, il vero danno diretto, gravissimo, è proprio quello arrecato alla causa della libertà e all’Occidente come suo principale, se non unico difensore.

(C)Rampini pochi giorni fa tentava una contronarrazione. Voleva darci “un antidoto al catastrofismo. È diventato un luogo comune descrivere il mondo attuale come se fosse in preda a una deriva autoritaria.” Spesso ci azzecca, ma oggi sembra scavalcato anche lui e lo studioso americano a cui si è ispirato, Stephen Kotkin.

(O)Ovviamente da Trump.

(C)Benché trovi difficile argomentare in uno spazio ristretto, sostengo che non si deve confondere autoritarismo con totalitarismo; mentre quest’ultimo è caratterizzato specificamente dalla soppressione di ogni libertà all’interno del proprio Paese ed è totalmente contrario alla democrazia, possiamo definire l’autoritarismo come un eccesso della legittima autorità, accettabile in condizioni particolari, meno o non del tutto quando mancano le ragioni eccezionali e contingenti.  Venendo a Trump e al Venezuela, la situazione venezuelana si configurava ormai come un regime prossimo al totalitarismo, tuttavia l’azione militare di un Paese straniero appare un’indiscutibile violazione del diritto internazionale compiuta dagli Usa con il debole pretesto della difesa degli interessi nazionali dalla minaccia dell’importazione di droga, pur rilevando il disagio crescente di buona parte della popolazione e il sospetto che il potere fosse stato riconquistato nelle ultime elezioni in modo fraudolento.

(S)Testimonianze dirette che ho potuto raccogliere parlano di grande timore tra la popolazione civile, anche tra gli oppositori, per la possibilità di scatenarsi di contrasti violenti che coinvolgano i civili. Il capo missione di CESVI esprime un cauto giudizio: “Popolazione esausta, prevale paura e attesa“.  Piuttosto temo che il messaggio mandato da Trump al resto del mondo sia la divisione in sfere d’influenza e la rinuncia a cercare un ordine internazionale condiviso e garantito dall’Onu e dalle sue articolazioni, alcune delle quali, svincolate dal controllo del Consiglio di Sicurezza e sottoposte al regime del voto di maggioranza, sono sostanzialmente invise agli USA o addirittura disertate.

(O)Per usare una vecchia espressione, risalente a Zbigneiew Brzezinski, consigliere del pres. Carter negli anni ’70, è UN MONDO FUORI CONTROLLO. Non saprei individuare tutte le cause principali e materiali. Oso ipotizzare che la più radicale, benché non considerata dagli analisti politici ‘laici’, sia la scomparsa della dimensione del ‘sacro’ non solo dalla politica, ma dal modo di considerare il valore della vita, a partire dagli aspetti sociali e personali. Noto di striscio che ‘incidenti’ come quelli di Crans-Montana, per non ripetermi su aborto e femminicidio, ne sono diretta conseguenza, ma soprattutto in politica la scomparsa di un confine del sacro, che definisca un’area morale comunque inattingibile, ha fatto sì che terrorismo e lotta al terrorismo siano diventate le due facce della stessa moneta, dall’attentato alle Torri Gemelle, al la repressione in Afghanistan e in Iraq e tutti gli altri scontri a livello di guerra civile, così numerosi da non poterli ricordare.

Oggi gli esperti di geopolitica temono che riprendere il controllo del mondo, dividendosi tra USA, Russia e Cina le aree d’influenza a colpi di unilateralismo armato, condannerà all’impotenza quel che rimane dell’ordine internazionale legittimo, ma io temo demolirà ogni rispetto per valori umani finora mai messi in discussione. La speranza data ai venezuelani si chiuderà allora in faccia agli ucraini, ai taiwanesi, agli iraniani, ai palestinesi, ai birmani e chissà a quanti altri, magari agli Israeliani, ai russi e ai cinesi stessi. Ci rimane solo la voce urgente, ahimè debole e inascoltata, del Papa e di pochi altri capi di religioni a chiedere di rifondare dialogo e ordine mondiale su AUTORITA’ morali, meno effimere della forza e della convenienza economica, meno ideologiche e partigiane di quelle che hanno influenzato negli ultimi anni le istituzioni e le relazioni internazionali.

(C) Costante   (S) Sebastiano Conformi  (O) Onirio Desti