Dio non costringe a traguardi da raggiungere in fretta, ma consegna strade e apre percorsi nuovi: i Re Magi per un’altra strada fecero ritorno al loro paese. Infatti per il Vangelo Dio non si raggiunge, ma si incrocia; così gli incroci della vita diventano “spazi sacri”. I Magi hanno incrociato tante situazioni e così si sono messi in discussione: i punti di domanda sono oggi le stelle che smuovono.
I Magi hanno incrociato Re Erode, che è la supponenza di chi deve giudicare, accusare, svilire egoisticamente solo perché non è come pensa e vuole.
I Magi finalmente hanno incrociato Dio non nell’onnipotenza ma nella normalità: la stella si ferma “nel luogo” dove la vita accade.
Un traguardo desiderato diventa labirinto ingarbugliato, ma dentro il quale Dio si manifesta come compagno, scorta e guida che dà il coraggio di affrontare una strada nuova.
L’ORO è bello: è simbolo di importanza: i regali che riceviamo ci fanno capire che per Dio e per chi ci ama noi siamo regali. Nella bellezza Dio si fa compagno per renderci conto di chi è un valore aggiunto per la nostra vita standoci accanto, ma non ne cogliamo il valore perché diamo tutto per scontato.
L’INCENSO è buono: è simbolo di divinità che fa percepire un oltre che interpella.
È una resina dura che il calore scioglie e rende fumo leggero che sale al cielo e profumo che riempie la casa. Nella bontà Dio si fa scorta per proteggere i nostri passi scaldandoci con coincidenze che rendono capaci di leggerezza
e aprono una nuova coscienza di sé che cambia la percezione.
La MIRRA è densa: è simbolo di valore che fa gustare le qualità delle persone. È una essenza profumatissima, rara e costosa. Aveva anche potenti capacità di cura e di conservazione (se ne cospargevano i morti, come Gesù).
Nella densità Dio si fa guida che rispetta le nostre scelte e se sbagliamo strada o ci mettiamo in situazioni difficili non ci rimprovera, non ci dice “te l’avevo detto!”, ma proprio partendo da dove siamo “ricalcola il percorso” e lo fa attraverso vibrazioni nell’anima dentro le relazioni.
È tanto vero che Dio si incrocia, che Gesù per dimostrarcelo si è fatto “incrociare” in senso letterale, facendosi mettere in croce, per inchiodarsi a quelle due direzioni dell’esistenza, verticale e orizzontale, su cui si ingarbugliano i nostri passi.
I Magi alla fine incrociano noi, con il bello dell’oro che apre la vista su se stessi, con il buono dell’incenso che apre la mente sui fatti, con la densità della mirra che apre il cuore sugli altri.
Proviamo a seguire i Magi e osare direzioni diverse, sentendo Gesù come compagno, come scorta, come guida, perché Dio non ci costringe a traguardi, ma ci consegna strade.