Attualità

RISCOPRIRE LA COMUNICAZIONE

GIANFRANCO FABI - 09/01/2026

Che cosa rappresenta l’informazione oggi? È, come afferma l’ultimo rapporto del Censis, “un incessante flusso di immagini delle devastazioni e degli stermini che invade le nostre case”. Ed è anche una delle dimensioni della crisi sociale con il crollo verticale della lettura dei quotidiani, con l’invasione delle notizie false, con la televisione trasformata in intrattenimento strumentale e superficiale. “Troppo spesso oggi – ha scritto Papa Francesco – la comunicazione non genera speranza, ma paura e disperazione, pregiudizio e rancore, fanatismo e addirittura odio”.

In questo scenario dobbiamo continuare a sperare che si recuperi da parte di ognuno attenzione e discernimento. Distinguendo il superfluo da ciò che è veramente utile, riconoscendo la qualità dell’informazione, ricercando quanto più possibile la verità.

Siamo di fronte a due responsabilità: quella del giornalista, chiamato a fare un mestiere che ha perso prestigio e credibilità, e quella delle persone, di tutte le persone, che sono in qualunque modo parte attiva della società come consumatori, elettori, cittadini e lavoratori e che hanno bisogno come l’ossigeno di capire dove va il mondo.

Anche in questo campo viviamo nell’epoca della complessità. Con i social network che stanno imponendo una forma di comunicazione rapido e informale, ma spesso inaffidabile oltre che inutile. Con l’intelligenza artificiale che offre grandi opportunità, ma con la tentazione diabolica di far perdere i principi etici insieme alla creatività. Con l’arroganza della politica (Trump insegna) che vuole dominare il consenso e consolidare il proprio potere.

E con il rischio di fondo di trovarsi di fronte a una società iperconnessa che nello stesso tempo spinge, soprattutto i giovani, verso l’individualismo, il relativismo, la sfiducia a 360 gradi.

Conoscere i pericoli e valutare i segnali d’allarme appare su questo fronte particolarmente importante. E’ questo l’obiettivo dell’incontro che il Decanato di Varese e Radio Missione Francescana organizzano anche quest’anno in occasione della festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti e dei comunicatori.

L’appuntamento aperto a tutti è per il 24 gennaio alle 10.30 nel Salone dell’Oratorio di Biumo superiore (Via Guido Reni, zona Ippodromo).

Per allargare gli orizzonti e confrontarsi con le nuove realtà il relatore di quest’anno sarà Roberto Antonini, direttore della Scuola di giornalismo della Svizzera italiana. Un protagonista dell’informazione con un’esperienza che lo ha portato ad essere corrispondente dagli Usa per la Radio svizzera romanda, inviato su molti fronti come l’Iraq, la Siria e l’Afghanistan, e responsabile dell’informazione della Radio della Svizzera di lingua italiana. Ha scritto diversi libri di storia e politica l’ultimo dei quali dedicato alla storia e all’arte del Medioevo dopo aver attraversato in bicicletta l’Europa, da Assisi a Bruges.