L'antennato

RITORNO ALL’ORDINE

STER - 09/01/2026

Così come nell’arte quando dopo le avanguardie d’inizio novecento, si è assistito al cosiddetto “ritorno all’ordine”, anche nella televisione di questi ultimi mesi si respira una insopprimibile voglia di “anni 80”, della vecchia TV commerciale che ha fatto la fortuna del gruppo Berlusconi grazie (tra le altre cose) a prodotti popolari, semplici e di sicuro impatto. Sta facendo molto discutere il successo oltre ogni più rosea aspettativa de: “La ruota della fortuna” tirata fuori dall’armadio dopo lungo oblio in occasione dei 100 anni dalla nascita di Mike Bongiorno  (2004) e divenuta a partire dall’estate 2025 un programma letteralmente “schiaccia ascolti”, con vette di audience d’altri tempi, che toccano frequentemente i 5 milioni di teste. Lo stesso amministratore delegato del gruppo, Pier Silvio Berlusconi, commentando la marcia trionfale del programma condotto da Gerry Scotti, ha ironizzato sottolineando che tutte le sere con un prodotto a lunga serialità (dunque meno costoso), Mediaset è riuscita  a pareggiare gli ascolti di uno dei titoli più attesi della stagione Rai, “Sandokan”, per il quale sono stati necessari però investimenti ben maggiori e di cui l’azienda di Stato menava gran vanto.

Ma qual è la ricetta segreta di questo grande successo di un vecchio classico della televisione? Non è facile dirlo, perché gli elementi sul piatto non presentano  all’apparenza nulla di rivoluzionario: c’è una conduzione sicura e familiare come quella di Scotti, c’è la presenza di Samira Lui, alla quale va stretta la definizione di “valletta parlante”, ma che svolge un ruolo comunque di contorno e che evidenzia la sua grande avvenenza, c’è un gioco enigmistico molto intuitivo, oggi sicuramente reso più vario nel suo meccanismo ma che si basa ancora sull’ingranaggio a scatti di una ruota azionata a colpi di bicipite. E poi, c’è l’automobile in regalo, come nei quiz con Raimondo Vianello prima che cadesse il Muro di Berlino.

L’impressione è che il grande consenso che raccoglie il programma sia determinato dalla voglia del pubblico attuale di scappare dalla dilagante bolla informativa di talkshow politici e di cronaca nera che ormai da qualche anno proliferano su tutte le reti, e dunque si affidino a una trasmissione estremamente prevedibile e rassicurante, lontana dalle ansie dell’attualità.

Il 2026 da poco iniziato vedrà il ritorno sugli schermi Mediaset di un altro programma storico della TV (all’epoca trasmesso dalla Rai e condotto da Vincenzo Mollica) per il futuro affidato a Paolo Bonolis: si tratta di Taratatà, un format musicale che punta molto sulle esibizioni live dei grandi nomi delle sette note. Uscito dalla porta, rientrerà dalla finestra della prima serata a gennaio per cinque puntate anche “Striscia la notizia”, uno dei titoli più storici della televisione italiana e il gruppo del Biscione ha strappato alla Rai, che si era dimostrata interessata a riproporlo, l’antico blockbuster “OK, il prezzo è giusto!”: anche in questo caso, il 2026 potrebbe essere l’anno della rinascita. Insomma, se negli anni 80 si ritornava al futuro, oggigiorno si ritorna agli anni 80.