Fisica/Mente

SALVARSI DALLE USTIONI

MARIO CARLETTI - 09/01/2026

Il drammatico evento di Crans-Montana, ha purtroppo risvegliato l’attenzione su di una patologia, l’ustione, evento peraltro piuttosto comune nella vita umana.

Il nostro corpo è infatti dotato di una copertura esterna, fornita anche di diversi componenti come ad esempio peli e capelli, che è un meraviglioso ed organizzato organo con una capacità importante di resistenza verso fattori esterni aggressivi sia chimici che meccanici.

Come tutti i materiali però ha una soglia di resistenza superata la quale non è più in grado di opporre difesa ma cede in modo diverso a seconda della gravità dell’aggressione.

Quindi primo concetto base quando si parla di ustioni è la classificazione per gradi di profondità: tutti noi abbiamo probabilmente avuto nella vita almeno una scottatura da raggi solari che è la lesione meno aggressiva per la nostra pelle dovuta alla esposizione eccessive all’energia prodotta dal sole.

Dal primo grado quindi superficiale si può però arrivare in modo progressivo fino al quarto livello al quale le strutture anatomiche situate sotto la cute come muscoli, tendini ma anche ossa ed organi, possono subire perdite di funzioni o vitali.

Nella valutazione della gravità dell’ustione non vi è però solo il grado di profondità (dal 1° al 4°) ma anche l’estensione la quale viene calcolata con una regola detta del 9 o per i bimbi con tabelle specifiche.

In pratica questa regola divide il corpo in diverse parti alle quali assegna una percentuale sul totale quindi ad esempio il distretto testa collo vale 9% e/o ciascuno degli arti inferiori il 18%, dalla somma quindi delle diverse aree coinvolte ai arriva alla superficie totale rappresentata da un numero.

La valutazione quindi della gravità del danno subito si esprime per profondità ed estensione dell’ustione.

Queste ultime sono poi anche divise in base a cosa ha prodotto l’evento aggressivo quindi termiche (liquidi caldi, fiamme, vapori, oggetti roventi), chimiche (acidi e basi forti), elettriche (alta o bassa tensione, da radiazione (sole, lampade, app medicali etc).

Dato per scontato ed ovvio che la massima attenzione va data alla prevenzione e che quest’ultima si esplica sia con atteggiamenti personali corretti (protezioni solari, corretto uso di prodotti a rischio, abbigliamenti idonei etc etc) ma anche norme civili condivise (da applicare ad ogni singolo operatore per quanto riguarda materiali ignifughi e mezzi idonei ad affrontare le fiamme tanto per fare degli esempi semplici), cosa fare come primo soccorso?

Prima di tutto allontanare la fonte di pericolo od il soggetto dalla fonte: spegnere le fiamme, lavare le sostanze (chimiche) se sono responsabili, interrompere il flusso di corrente.

Non mettere mai ghiaccio, pomate grasse o peggio ancora dentifricio o burro (le statistiche dicono anche questo) ma raffreddare con acqua corrente fredda o tiepida anche per una ventina di minuti.

Rimuovere vestiti e gioielli se non incollati alla pelle, se si può proteggere con garze sterili per cercare di evitare infezioni non rimuovere in ogni caso la pelle morta od aderente.

Seguiranno poi i trattamenti avanzati ed i farmaci per i quali sarebbe opportuno la guida di un medico specialista.

Le gravi ustioni vanno seguite nei centri specializzati ove il paziente va ricoverato nel più breve tempo possibile perché le complicanze sono molto pericolose e spesso mortali.

In Lombardia il punto di riferimento avanzato è il Niguarda di Milano, dove fra l’altro, sono stati proprio portati alcuni dei feriti del grave incidente avvenuto a fine anno.