L’iniziativa del Comune di Gallarate di realizzare sei nuove aree cani, portando gli spazi dedicati da cinque a undici, merita un sincero apprezzamento. È un esempio concreto di come un’amministrazione sappia leggere i cambiamenti della società e trasformarli in servizi utili per tutta la comunità.
Oggi gli animali d’affezione fanno parte della vita quotidiana di milioni di famiglie italiane. Non rappresentano più una realtà marginale, ma un elemento stabile del tessuto sociale. Ignorare questo fenomeno significa non comprendere le nuove esigenze delle città.
Per questo ogni Comune, piccolo o grande, dovrebbe programmare aree di sgambamento adeguate, distribuite nei quartieri e facilmente raggiungibili. Non si tratta semplicemente di realizzare recinzioni, ma di creare spazi verdi di qualità, con alberi per l’ombreggiamento, superfici drenanti, fontanelle, panchine e una manutenzione costante. Queste aree favoriscono il benessere degli animali, la socializzazione tra le persone e contribuiscono a ridurre i conflitti nell’utilizzo dei parchi pubblici.
Accanto ai servizi, però, deve crescere anche il senso civico. Il principale motivo di tensione resta infatti l’abbandono delle deiezioni canine, un comportamento che penalizza la maggioranza dei proprietari rispettosi delle regole e compromette il decoro urbano.
Come Amici della Terra riteniamo che sia giunto il momento di affrontare questo problema con strumenti più efficaci. Auspichiamo che i Comuni del Gallaratese, in particolare quelli che gestiscono in forma associata il servizio di igiene urbana, valutino l’adozione del sistema di identificazione genetica delle deiezioni canine, già sperimentato con risultati positivi dal Comune di Malnate.
Il principio è semplice: al momento della registrazione del cane viene acquisito un campione di DNA, conservato in una banca dati comunale. Qualora vengano rinvenute deiezioni abbandonate, è possibile risalire al proprietario responsabile e applicare le sanzioni previste. L’obiettivo non è fare cassa, ma responsabilizzare i cittadini, scoraggiare i comportamenti scorretti e tutelare gli spazi pubblici.
Un archivio comunale aggiornato degli animali domestici, costruito anche attraverso questo sistema, rappresenterebbe inoltre uno strumento prezioso per una migliore pianificazione dei servizi: dalla localizzazione delle aree cani ai distributori di sacchetti, fino alle campagne di informazione e sensibilizzazione.
Le politiche ambientali non riguardano soltanto alberi, piste ciclabili o raccolta dei rifiuti. Anche una corretta gestione della presenza degli animali d’affezione è ormai parte integrante della qualità urbana.
Gallarate ha indicato una direzione importante. Ora sarebbe auspicabile che i Comuni del Gallaratese affrontassero questo tema in modo coordinato, adottando criteri omogenei sia nella realizzazione delle aree cani sia nell’eventuale introduzione dell’anagrafe genetica. Una collaborazione sovracomunale consentirebbe di offrire servizi più efficienti, garantire regole uguali per tutti i cittadini e migliorare concretamente il decoro urbano e la convivenza tra persone, animali e ambiente.