Pennsylvania Avenue

CHE CELEBRAZIONE

FRANCO FERRARO - 09/07/2026

Era tutto pronto per celebrare nelle piccole città americane il 250° anniversario della nascita degli Stati Uniti. Letture della Dichiarazione d’Indipendenza nelle piazze, inni patriottici suonati dalle bande musicali, sfilate e concorsi di pasticceria. Tutto come da tradizione. Ma i 100 milioni di dollari di finanziamenti federali, destinati alle organizzazioni non profit e ai consigli statali nel campo delle discipline umanistiche tagliati da Trump a inizio mandato, hanno cancellato molte delle iniziative in programma.

Ora uno dice: bisogna risparmiare, niente sprechi. Peccato però che l’amministrazione Trump abbia dirottato decine di milioni di dollari federali a Event Strategies , la società che ha organizzato il famigerato comizio di Trump all’Ellipse il 6 gennaio 2021. L’obiettivo? Celebrare Trump, non l’America e la sua indipendenza. Celebrare il potere, non il patriottismo. “Sarebbe stato interessante vedere cosa avrebbe potuto realizzare l’iniziativa bipartisan America250 se i suoi fondi e le sue energie non fossero stati dirottati altrove” ha commentato Andrew Rudalevige, autore di “The New Imperial Presidency”.

Ma Trump disprezza il termine bipartisan: sa di democrazia. Ricordate Orwell? “Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato”. E per tornare nel presente, secondo David Ekbladh, professore di storia alla Tuft University: “Il modo in cui la storia è stata dibattuta da quando Trump è tornato alla Casa Bianca ci ha ricordato che i governi e le figure politiche hanno un potere straordinario nel plasmare la memoria storica di una società. Pertanto, l’uso diretto e personale che Trump ha fatto del 250° anniversario non è stato tanto finalizzato a delineare una visione chiara della storia della nazione, quanto a sfruttare il momento stesso per mantenere alta l’attenzione su di sé”. Alla vigilia dell’anniversario i Democratici della Commissione per le Risorse Naturali della Camera hanno pubblicato un rapporto di 55 pagine in cui hanno accusato Freedom 250, la partnership pubblico-privata che organizza alcuni degli eventi celebrativi più importanti dell’estate, di aver aiutato il presidente Trump a trasformare la pietra miliare americana in un “focolaio di corruzione e arricchimento personale”. Il titolo è “Dalla vanità alla follia: come la Casa Bianca ha derubato il popolo americano del suo 250° compleanno”.

Alcune delle accuse, se vere, potrebbero configurarsi come violazione della legge federale. Ad esempio, il rapporto sostiene che l’inganno ai danni dei donatori, i quali credevano di sostenere America250 ma a cui in realtà sono state fornite le coordinate bancarie di Freedom 250, potrebbe configurarsi come frode telematica. Ma è tutto da dimostrare. Meritano una sottolineatura invece alcune ideone di Trump, tra cui i combattimenti di arti marziali sul prato della Casa Bianca e i tentativi di far stampare la sua immagine su una banconota da 250 dollari. D’altronde il branding e gli affari sono sempre stati il ​​suo mestiere: quindi vuole che la sua presidenza e la sua eredità siano conosciute solo ed esclusivamente con il suo nome. Mi viene in mente una citazione da “Il lungo addio” di Raymond Chandler: “Parli troppo, e parli troppo di te.” No problem per il Presidente, che si gode i successi in campo finanziario. I suoi affari vanno bene, anzi benissimo. Nel 2025 ha guadagnato qualcosa come 1,4 miliardi di dollari nelle attività in criptovalute. Una cifra impressionante che però ha innescato accuse di conflitti di interesse e uso improprio del ruolo istituzionale del capo della Casa Bianca. Ma Trump fa finta di niente. E veleggia felice in questo mare di denaro. Ferdinando Ametrano, docente di Bitcoin and Blockchain Technologies all’Università di Milano-Bicocca ha detto: “Per la prima volta un brand politico di primo piano viene monetizzato direttamente attraverso strumenti digitali. Non è innovazione tecnologica, è soprattutto valorizzazione finanziaria di un nome”. Buon Anniversario America.