Cultura

CINEMA SNYDER

SERGIO REDAELLI - 09/07/2026

Mike-Snyder-alla-biblioteca-di-Induno-Olona

La coda d’una balena emerge dal mare nero di petrolio e un occhio scruta minaccioso il genere umano. Un’orchestrina di sole donne intona il de profundis del pianeta sul pelo dell’acqua avvelenata e due ballerine danzano nel cielo incendiato da rossi incandescenti. Sono immagini apocalittiche, surreali, simboliche: il racconto di Mike Snyder, 70enne designer, ritrattista e fumettista nato a Buffalo nello Stato di New York e da molti anni indunese d’adozione, accoglie i visitatori come al cinema, con un film a colori. Siamo nel tempio della parola scritta e stampata a Induno Olona, la biblioteca pubblica di via Piffaretti. E siamo in Italia, la patria dei grandi coloristi del passato, Tiziano, Paolo Veronese. Molti secoli fa. Un altro mondo.

I grandi Maestri dipingevano allora su commissione tavole lignee di argomento religioso, ritraevano su tela veneri nude e famiglie reali, affrescavano soffitti di palazzi principeschi e decoravano pareti di chiese pontificie. Oggi sono scomparsi i grandi committenti, l’arte si arrangia pescando nel privato, indaga nel sociale, esprime emozioni, gioie, paure e raccoglie influenze artistiche diverse. “Mi piace raccontare storie – spiega Snyder in un italiano molto yankee – Espongo i bozzetti di gente incontrata per strada tanti anni fa in America e i quadri nati da passeggiate a piedi nelle strade di Milano, quando ogni via aveva una sala cinematografica e i cartelloni incollati sui muri pubblicizzavano i divi del momento”.

Ventitré opere in tutto, più gli schizzi a matita. Un’autobiografia dipinta tra scaffali carichi di libri. Originale. C’è la cow-girl nella sabbia che s’ispira a un celebre brano di Neil Young della fine degli anni sessanta. C’è l’innamoramento giovanile per la fantascienza, quando Snyder, cresciuto a pane, pennelli e vinili dei Canned Heat – quelli di On the Road Again – lascia New York e porta in Italia la cultura americana che, di lì a poco, esprime personaggi come George Lucas, il regista di Guerre Stellari. Sulla tela prendono forma viaggi fisici e mentali, ambientazioni tropicali e colori sudamericani, deserti infuocati dal sole, climi africani e tecniche miste: un rinoceronte ha la pelle tatuata con i ritagli ricavati dalla cartina geografica.

Tanti spunti sociali: sensuali baci tra donne, muri e barriere abbattuti, una giovane e bella ragazza che ama viaggiare – lo si capisce dai distintivi delle mete turistiche appuntati sul bavero della giacca – ha un solo pensiero in testa, visitare i Paesi dell’Est che la caduta del muro di Berlino finalmente apre all’Occidente nel 1989. Una sinuosa figura femminile si muove in un bosco liberty e l’amore per la musica ritorna nel notturno che celebra il concerto jazz di Chet Baker nel 1983 a Montallegro, il colle che sta alle spalle di Induno Olona. Osservando la balena che si tuffa nel cielo di fuoco ci si chiede dove stia andando il mondo, menefreghista e indifferente, di fronte ai problemi da cui dipende la sua sopravvivenza. Un messaggio per Trump.

Ritratti e scene danzanti attingono al remake del film horror Suspiria che il regista Luca Guadagnino girò al Grand Hotel Campo dei Fiori nel 2018, ispirandosi all’originale di Dario Argento del 1977. Mike Snyder visse l’avventura come comparsa e ne condivide il brivido con chi entra in biblioteca. Il finale è dedicato al cinema d’animazione, altra grande passione dell’artista, e alla propria famiglia: il figlio Nicholas ha usato i disegni del padre per realizzare un cortometraggio che parla dell’umanità in pericolo. Bello e premiato. S’intitola Hot Air Hippo, il disegno è in mostra, il video su Youtube. Ingresso libero fino al 20 luglio: martedì, giovedì e venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18, mercoledì dalle 15 alle 18, sabato dalle 10 alle 12.