Leggo un libro, ne faccio una breve schedatura, la salvo in una cartella del computer e, regolarmente, lo dimentico.
– Hai letto un libro interessante di recente?
– Sì
– Di cosa parla?
– Aspetta…(Nebbia)
Quante volte, tra amici, si è svolta questa conversazione! Di solito finisce con una risata, ma è una risata amara. Sto perdendo la memoria? Sarà l’età che avanza? Le domande nascondono il senso di colpa. So che non dipende dall’età, perché anche quando ero giovane dimenticavo il contenuto dei libri; una volta, addirittura, comprai un giallo, lo divorai con la curiosità di conoscere l’assassino e solo quando andai a riporlo sullo scaffale della libreria scoprii che ne avevo una copia identica e che l’avevo già letto qualche mese prima. Dunque, ecco il senso di colpa: non ho prestato sufficiente attenzione, ho perduto inutilmente il tempo.
Invece pare sia proprio questo il modo giusto di leggere. Chi lo afferma ricorda, a sostegno della sua tesi, che anche Seneca, nella lettera 84 a Lucilio, dice che, come le api si lasciano attraversare dal polline e lo trasformano in miele, così il lettore consapevole assimila, rielabora. Bisogna pensare ai libri come a un pasto: non importa se non si ricorda ciò che si è mangiato, il cibo è diventato parte di noi. Quel che dimentichiamo non sparisce, si “scioglie” e, senza che ce ne accorgiamo, influisce sul modo in cui guardiamo le persone, le situazioni, noi stessi.
L’ansia che proviamo per non ricordare nasce dal bisogno di dimostrare che siamo esistiti, che non abbiamo perduto quelle ore, che quel che tempo non è scivolato via senza lasciare traccia di noi nella vita. Vorremmo ricordare, trattenere e catalogare ogni esperienza – neanche fossimo magazzinieri – per avere la conferma di aver vissuto.
Invece siamo fiumi – panta rei, tutto scorre – sempre diversi anche grazie ai libri che leggiamo e che, come il polline con le api, ci attraversano e ci riscrivono.
Questa teoria mi ha convinto – anche perché mi evita il senso di colpa. Così ho deciso: continuo a compilare una scheda per ogni libro giusto per non comprarne due uguali. Per il resto, mi abbandono alle letture e lascio che mi riscrivano.