Apologie Paradossali

SINDACO DI MILANO, SINDACO D’ITALIA

COSTANTE PORTATADINO - 09/07/2026

(C) Sì. Lo ammetto, mi piacerebbe votare per il SINDACO, a Varese o a Milano.

(S) Perché mai? Il tuo voto, proporzionalmente, conta di più a Comerio.

(C) Mi sembrerebbe di partecipare ad un momento in cui conta la visione più che l’amministrazione. Di Varese abbiamo già parlato, ma Milano è una faccenda della massima importanza.

 Per molti motivi, di metodo: come si cerca un leader: primarie o storia di partito; di MERITO: notorietà o competenza, amministratore o politico, di contenuto Milano è ancora e sarà sempre più il motore dell’economia, della cultura e della civiltà giuridica e istituzionale italiana, ma per farlo efficacemente deve sintonizzarsi con l’intera Lombardia e oltre, con Genova e Zurigo sull’asse del Gottardo, con Torino e Lione su quello del Frejus, con Verona e Monaco su quello del Brennero, con Venezia e Trieste. Questione di VISIONE.

Non è il solo riflesso nazionale. Chi vince a Milano, in ciascun schieramento e nelle eventuali primarie, infine nelle urne, indica un percorso utile anche per le elezioni nazionali e per lo sviluppo del Paese.

(O) E’ indubbio che è necessario avere molte doti e diverse, sia per vincere che per governare e non è facile trovare nella stessa persona le qualità necessarie per i due scopi. Per vincere meglio (forse) una persona nota nella società, però difficilmente esperta d’amministrazione pubblica, esempio SILVIA SALIS a Genova. Talmente bella e vincente che nel suo campo qualcuno la ripropone per il livello nazionale contro Schlein…

(S) Non c’è partita!

(C)Non fare il maschilista. Questa Salis sembra dimostrare anche un certo fiuto politico, nonostante accuse da politologi d’incompetenza per il compito di Presidente.

Ma notiamo che nel centrosinistra, specialmente nel PD, fioriscono candidature di partito:  la prima a uscire allo scoperto è stata la vicesindaca Anna Scavuzzo, la candidatura più logica, poi  Majorino, capogruppo dem in consiglio regionale, il più ’politico’ e autorevole per storia e ruolo nel partito; con i criteri di una volta sarebbe il candidato certo; poi Pacini, assessore Pd al Municipio 1, Goisis, esperto di politiche pubbliche, Emmanuel Conte, assessore al Bilancio e Demanio, vicino al sindaco Sala. Queste le candidature certe, ma si sussurra anche di Sacchi, assessore alla Cultura, infine corre il nome di Carlotta Cossutta, docente universitaria e nipote di Armando, storico leader della sinistra PCI. Nella logica opposta, di un non politico, il nome forte è quello di Mario Calabresi, giornalista di lungo corso, difficilmente classificabile in termini strettamente politici, quindi civico, forte della notorietà, ma di capacità politiche ignote.

Nel centrodestra la prima candidatura, è stata quella di Civita, imprenditore e inventore del «Panino giusto», proposto dall’ex sindaco Albertini. La Lega ha proposto prima come esterno l’ex presidente di Assolombarda, Spada, poi in una prospettiva opposta, la vicesegretaria Silvia Sardone, pasionaria anti-immigrazione in funzione di contenimento a Vannacci.

(S) Che se fossi Vannacci mi candiderei a Milano, tanto per portare scompiglio.

(C)Altri nomi sembrano mandati avanti per guadagnare qualcosa in cambio di convergenza o ritiro: il presidente dell’Ordine degli avvocati La Lumia, il sottosegretario Perego di Forza Italia, l’ex consigliere Tatarella, assolto da una dolorosa vicenda giudiziaria, l’ex assessore Terzi. Ecco le due candidature più consistenti: Maurizio Lupi e Carlo Cottarelli.  Lupi, esponente del piccolo partito NOI MODERATI è tuttavia proposto da La Russa, pensando sia all’esperienza politica, sia a quella amministrativa come assessore della Moratti; Cottarelli, l’economista della spending review, potrebbe gettare un ponte con Azione di Calenda e creare un polo centrista, eventualmente sostenuto da una lista civica.

(O) Ma di tutti costoro chi ha visione? Costante, voteresti il tuo amico Lupi? I suoi amici di CL si sono dispersi negli altri partiti del centrodestra. Voteresti Cottarelli? Sembra più orientato al risparmio, che allo sviluppo sugli assi europei che hai evocato. Nessuno dei due solleverebbe entusiasmo tra i milanesi. Voteresti Calabresi?

(C)Una sola previsione: conteranno le primarie. Per il centrosinistra le considero sicure, ma incerte come esito: forse Calabresi, se partecipasse. Per il centrodestra incerta l’esecuzione, probabile l’esito: Sardone, (senza mio gradimento). Quindi non so chi voterei, so che privilegerei chi avesse programmi di largo respiro, se fosse proprio un politico di razza, al momento ignoto. Non terrei conto né della coalizione, né del partito. Cari partiti, vi prego, in un modo o nell’altro, proponeteci una competizione tra veri leader politici.