Apologie Paradossali

RIVOLUZIONE CALCIO

COSTANTE PORTATADINO - 10/04/2026

(C)Voglio fare un’Apologia vecchio stile: la vera e propria difesa paradossale di un presunto, o anche reale e accertato colpevole. Anzi, parecchi, Bastoni, Gattuso, Gravina, l’intero calcio italiano.

(S)Fatica di Sisifo, come trovi un argomento a favore, ne spuntano due contro. Esempio: gli interisti, sgonfi martedì, dominanti domenica. Gattuso ha ereditato una situazione già compromessa, ma non l’ha migliorata e la scelta di far giocare Bastoni, non in forma e in un ruolo inusuale è stata sua. Gravina? Come assolvere lui (o la Federazione intera) dalla colpa della deriva decennale della Nazionale e di tutto il calcio? La buona riuscita delle nazionali giovanili, con talenti che si perdono al maturare dell’età? E’ un’aggravante. Le curve diventate vivaio di spacciatori e ricattatori. Dividiamo pure le colpe tra Federazione, Lega (calcio) e società. Gli stadi sono obsoleti? Qualche responsabilità ce l’ha la burocrazia, ma di questi tempi non possiamo aspettarci la manna dal cielo, soldi dal governo, o facili speculazioni urbanistiche.

(C)Ricadiamo sempre nel famoso capro espiatorio, come Meloni dopo il referendum. Fare una seria ricerca sulle cause vere e profonde: non ripeterò i possibili errori, tutti ne facciamo ma detesto le esagerazioni dei commenti, chiunque le faccia, l’influencer in Tv o il tifoso/massa al bar. Giustamente qualcuno ha detto che se avessimo vinto ai rigori avremmo celebrato un’impresa. Invece il sacrificio rituale finisce per coinvolgere un intero gregge espiatorio. Io sacrificherei piuttosto la maggior parte dei commentatori. Cominciamo, con dispiacere da Bergomi, di solito sempre concreto, misurato e competente, ma stavolta ha sbroccato, suggerendo a Bastoni di emigrare, per non dover sopportare i fischi malevoli del tifo avverso. Si scambia la parte della vittima con quella dei veri colpevoli: i malevoli fischiatori. Peggio, si suggerisce al soggetto una resa, magari comoda psicologicamente ed economicamente, ma devastante umanamente.

(O)Cerchiamo un rimedio per il futuro? Riportare in posizioni operative gli ex-campioni, messi da parte quando non servivano più?

(C)Degli interventi di costoro, devo dire che mi sono sembrati accodarsi, con pochi argomenti alternativi, alla generale gogna mediatica. L’unico che mi sento di valorizzare, è quello di Gentile, che dice: “Siamo padri e nonni di ragazzi troppo fragili, noi non avevamo niente, loro hanno tutto e vogliono diventare Sinner senza fare fatica”. Questo è un primo concetto condiviso: lo sport è lo specchio della società. Un suo secondo parere: “Le squadre le fanno i procuratori, anche le Nazionali.  Allenavo la Under 21 e vennero da me con una borsa di soldi per dirmi di far giocare chi dicevano loro: oggi? Mettiamo uno dell’82, sicuramente non siamo corruttibili”.

(O)In questo sarei meno d’accordo. Questo tipo di corruzione va denunciato ed estirpato dall’interno, ma talvolta abbiamo l’impressione che le presunte vittime, le società e i loro gestori, si adeguino troppo facilmente, fino a sfiorare la complicità. Quindi, che cambino i dirigenti in Federcalcio o magari anche in Lega professionisti, basterà a far cambiare qualcosa? Ricordiamo che Gravina è stato eletto con poco meno del 100%, chi mai potranno eleggere i suoi stessi elettori? Ammesso che non riescano a trovare un accordo e che si possa arrivare ad un Commissario SUPER PARTES, nominato non so se dal Coni o dal Governo, quale programma potrà adottare?

(C)La gogna mediatica è diventata veramente odiosa e spero con tutto il cuore che i tifosi veri non vi si adeguino. Mi preoccupano ancora le curve e i gruppi organizzati in generale e non per gli eccessi di tifo, ma possiamo stare tranquilli se uno dei capi della curva sud milanista è stato condannato a 18 anni e 8 mesi?  Smettiamo di crocifiggere tre o quattro persone e valutiamo che dovranno essere rinnovate tutte le strutture organizzative, che oggi subiscono improvvisazione, carrierismo e scarsa considerazione del merito. Basta prendersela con Bastoni o Gattuso e compagni, di Gravina non ne so abbastanza per valutare meriti o demeriti; mi pare solo che l’unanimità della sua elezione si sia troppo facilmente trasformata in totale abbandono. Voglio sottolineare che la più grave sconfitta in questa circostanza, non è stata subita dalla Nazionale, ma dalla funzione educativa dello sport. Non vorrei che vedessimo ancora genitori di pulcini e ragazze inveire contro gli allenatori, che dovrebbero essere più educatori che pigmalioni di fenomeni. L’educazione e lo spirito di sacrificio non sostituiscono il talento, ma ne permettono la realizzazione e non possono essere surrogati da nulla, certamente non dallo smartphone. Non sono forse queste le doti che hanno caratterizzato la carriera di dirigente di un giovane venuto dalla gavetta, il “nostro” Beppe Marotta, proiettato ai vertici esclusivamente dal proprio lavoro, non da quarti di nobiltà sportiva, non da appartenenza familiare al gotha della finanza, non da combinazioni politiche. Però, proprio per evitare sovrapposizione di ruoli, lo candiderei più volentieri a compiti associativi piuttosto che a ruoli pubblici. Cominci quindi a trattenere Bastoni all’Inter,  lo dico da milanista, affinché fornisca un esempio di resistenza psicologica e morale, la cosa più necessaria di questi tempi.

(C)Costante   (S) Sebastiano Conformi (O) Onirio Desti